Archeoclub: Da Atena alla Vergine Maria, le protettrici delle città

Alcune delle più importante chiese cittadine sono dedicate alla Madonna

di Redazione | 23 Luglio 2020 @ 08:11 | RACCONTANDO
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L’AQUILA – Mauro Rosati dell’Archeoclub d’Italia dell’Aquila ci racconta che “Tra le tante bellezze che la ricostruzione della nostra città-territorio sta rivelando o rivalutando, c’è un luminoso dipinto che campeggia sulla volta di una stanza, in un palazzo che affaccia su Via Garibaldi; una via che potremmo anche considerare come il “terzo Corso” dell’Aquila, “terzo” in ordine gerarchico dopo il “primo Corso” (Vittorio Emanuele + Federico II, “longitudinale”) e il “secondo Corso” (Corso Principe Umberto, il corso “trasversale”). Il dipinto in questione ne ricorda altri che arricchiscono le stanze di molti palazzi aquilani. A prima vista sembrerebbe risalire a un periodo compreso fra l’Ottocento e il Novecento, non sembra un affresco ma più probabilmente (considerata anche l’epoca) un dipinto realizzato con tecnica “a secco”, forse a tempera sull’intonaco già asciutto del soffitto. Il tema è mitologico. Dentro un grande “disco” centrale – incorniciato da una composizione di rombi, triangoli e rettangoli finemente decorati – riconosciamo una figura femminile, robusta, sospesa su una nuvola fuori dallo spazio e dal tempo, con il volto di profilo e lo sguardo che mira lontano. È la dea Atena associata a Minerva dai Romani antichi), riconoscibile da alcuni dei suoi attributi più classici: la lancia nella mano destra, lo scudo con la testa di Medusa (“gorgone”) nella mano sinistra, la civetta dallo sguardo vispo accanto a lei, un elmo piumato sulla testa”.

La figura di Atena ha alcuni elementi in comune con la Madonna, tra cui il ruolo di protezione delle città

“Nella cultura cristiana – infatti – alla Vergine Maria viene affidata la protezione dell’intera comunità, e non è un caso se molte “chiese madri” (o “chiese matrici”), dalle Cattedrali alle sedi delle Parrocchie, sono state intitolate a Maria con titoli diversi, e nonostante la presenza di altri Santi patroni.”

Nella nostra città troviamo una chiesa molto importante nella quale è presente una dedica specifica alla Madonna, la Basilica di San Bernardino. Nel portone centrale, infatti, un’incisione su una lunetta ci dice che la chiesa è consacrata alla Vergine Madre del Dio Vivente e a San Bernardino (il Dio Vivente è Gesù, ossia Dio che si è fatto uomo e quindi vivente).

“Le figure scolpite a rilievo nella lunetta – spiega Rosati – ci chiariscono ulteriormente i dubbi: al centro della composizione vediamo la Madonna seduta con il Bambino Gesù; a sinistra, San Francesco d’Assisi ci ricorda che entriamo in una chiesa francescana, mentre a destra è ritratto San Bernardino da Siena (lo riconosciamo perché indica il famoso trigramma del “Nome di Gesù”) che poggia la mano sulla spalla di un uomo in genuflessione. Sotto la figura di quest’uomo leggiamo un nome: “Hieronimus de Nurcia”, Geronimo (o Gerolamo) da Norcia, procuratore della fabbrica della Basilica tra il 1558 e il 1562”.

Molto importante anche la chiesa madre di Paganica che  è intitolata a Santa Maria Assunta anche se oggi , come dice Rosati “unisce i titoli di “Santa Maria Assunta e Santa Croce” dal nome di una chiesa vicina scomparsa nel XX secolo; per non parlare della chiesa madre di Santa Maria Assunta nel vicino borgo di Assergi che aveva in città la sua chiesa omonima, poi ridenominata Santa Maria del Carmine, come la conosciamo oggi” .

Anche a  Gignano e Bagno,  le chiese parrocchiali intitolate a Santa Maria Assunta.


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