Apre un post con “Poveri ebeti”, ma non è una gran furbata: condannato per diffamazione

di Redazione | 03 Aprile 2021 @ 07:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
autovelox
Print Friendly and PDF

Dura vita per i cosiddetti blastatori sui social. Un utente di Facebook, un medico, è stato condannato per diffamazione aggravata per un post su Facebook anticipato dall’avviso a “poveri ebeti”. La Cassazione con la sentenza 9790/2021 ha conferma la decisione del giudice. 

Il medico aveva impugnato la sentenza dei giudici di merito chiedendo l’applicazione della cosiddetta tenuità del fatto. Il medico sollevava varie motivazione, dall’essere incensurato al fatto di non conoscere la professione dell’altro utente, che era un avvocato. Non ultimo il fatto che nessuno avesse chiesto la rimozione del post diffamatorio. Infine, un classico, il fatto che il suo post era stata solo una reazione a precedenti provocazioni. 

Ma la Cassazione non ha voluto sentire nulla. Ha anzi sottolineato come il primo intervento su Facebook è partito proprio da lui con tanto di avviso “poveri ebeti”. Il fatto di essere incensurato è penalmente irrilevante, mentre sulle attenuanti sono i giudici di merito a decidere. 


Print Friendly and PDF

TAGS