Appello di Gianni Giacobbe, già Presidente degli Usi Civici di  Assergi per il salvataggio del Gran Sasso.

Il Gran Sasso e la città dell’Aquila non possono più aspettare. Nell’anno che ha visto un rilancio delle altre stazioni sciistiche  abruzzesi (Campo Felice, Ovindoli, Roccaraso) Campo Imperatore ancora una volta è rimasta al palo, tanto che, ad oggi e ad un anno dall’insediamento della nuova amministrazione, non c’è stata alcuna svolta degna di quel cambiamento che tutti auspicavano. La stazione invernale aquilana con i centri di eccellenza “abbracciati” (Osservatorio astronomico, Giardino alpino, Parco del Gran Sasso e Monti della Laga,  laboratori dell’INFN e GSSI eccellenza Universitaria) e i suggestivi borghi storici sono ancora abbandonati a loro stessi, e spesso attaccati con polemiche sterili e strumentali senza che nessuna voce si levi in loro difesa. Ad eccezione del “Piano Rifugi e della Sentieristica” i cui lavori saranno eseguiti nell’anno in corso, anche la sostituzione della seggiovia delle Fontari potrebbe rivelarsi un boomerang senza una esecutività del piano d’area.

Le priorità per il Gran Sasso quindi riguardano:1) la messa in sicurezza dell’assetto viario tramite la realizzazione di una galleria artificiale, al di sotto dell’attuale strada, che ripristini il corridoio faunistico e metta in sicurezza il percorso invernale da valanghe e slavine; 2) riordino e riqualificazione di tutta l’area di Fonte Cerreto con il parcheggio, il campeggio, le attività ricettive e commerciali in modo da renderla appetibile nelle quattro stagioni 3) l’attuazione del Piano d’Area Montecristo – Fossa di Paganica – Scindarella per far diventare Campo Imperatore una stazione sciistica che possa competere con le maggiori della nostra regione, alcune delle quali hanno registrato, quest’anno, presenze ed incassi da record .

Per concretizzare queste azioni bisogna cambiare il principio di governance che dovrà essere ispirata ad un metodo di programmazione condivisa tra le opposte forze politiche, concertazione e competenza, ribaltando gli attuali criteri di scelte verticistiche che, negli ultimi decenni, hanno messo all’ultimo posto gli obiettivi e la programmazione a favore di presunte competenze.  

L’anno che ci separa dalle elezioni che hanno visto gli Aquilani sognare un vero cambiamento si è rivelato privo di ogni novità, con la riproposizione di vecchi schemi e metodi già bocciati dal tempo.

Il sogno che vedeva due candidati al ballottaggio delle scorse elezioni rappresentare la possibilità di cambiamento, si è infranto contro il prevalere di una logica conservativa che blocca lo sviluppo di un territorio e di una città bisognosi di prospettive future per le nuove generazioni.

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