Appalti in cambio di droga e bustarelle: a Pescara agli arresti anche un dirigente comunale

di Redazione | 12 Giugno 2023 @ 08:33 | CRONACA
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Gli affari si fanno con la droga e le tangenti, e la corruzione è la via d’accesso preferenziale per infiltrarsi nella pubblica amministrazione. È una saga a tema “appalti truccati” quella che, secondo le risultanze di oltre un anno di indagini, è andata a lungo in scena negli uffici comunali, con attori protagonisti il dirigente del Settore “Lavori Pubblici” del Comune di Pescara, un imprenditore edile e due pusher, colpiti oggi da provvedimenti di custodia cautelare in carcere, oltre a due collaboratori di fiducia del dirigente, tutti destinatari di contestazioni di numerosi reati, tra cui corruzione, turbata libertà degli incanti, peculato, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Le misure cautelari sono state disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, dott. Fabrizio Cingolani, su richiesta della Procura della Repubblica di Pescara e sono state eseguite stamattina all’alba dai militari del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza, con l’ausilio dei cani anti-droga, dei baschi verdi e con il supporto dei mezzi aerei del reparto operativo aeronavale.

L’intensa e minuziosa attività investigativa delle Fiamme Gialle pescaresi, dirette dalla Procura della Repubblica del capoluogo adriatico, racconta, anche grazie alle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, innanzitutto, di gare turbate, gestite dal dirigente in modo illecito, col vizio dei favoritismi. Si tratta di procedure di affidamento che hanno per oggetto, principalmente, opere pubbliche e appalti di lavori. Persino cantieri per la manutenzione delle strade della città finanziati dai fondi P.N.R.R. per un valore di 5 milioni di euro.

Nel mentre, suggella l’accordo con la ditta favorita quotidianamente. A pranzo in noti ristoranti o durante incontri, organizzati, sempre durante i turni di lavoro, in locali rinomati o nella “tana delle tigri”, l’immobile che in poco tempo diventa luogo di ritrovo del gruppo.

Ed è qui che la trama si infittisce. Viene fuori che il trait d’union tra l’area grigia dell’economia collusa e l’altra “area grigia”, altrettanto pericolosa, in cui operano gli apparati infedeli della pubblica amministrazione, è un contratto non scritto improntato alla corrispettività, il tradizionale do ut des. Per cui, in cambio degli affidamenti diretti e dei subappalti, dei pareri favorevoli e dell’accelerazione dei pagamenti per le commesse pubbliche, l’imprenditore dà al dirigente soldi, droga, regali e altre utilità.

La fornitura della sostanza stupefacente viene garantita da due spacciatori con precedenti, spesso finiti in manette. L’imprenditore la acquista e poi la condivide con il dirigente e i due funzionari pubblici, che, come documentato dalle Fiamme Gialle, sono soliti consumarla con assunzione di alcol, in ufficio o alla guida delle auto personali e comunali, anche in orario di servizio.

È così che il tunnel della droga si unisce al giro di favoritismi che ha disseminato macerie nell’attività amministrativa, in un baratto cocaina–bustarelle e appalti che ha danneggiato l’interesse pubblico.

Tra i comportamenti posti in essere dal Dirigente in favore dell’imprenditore edile, vi è anche l’interessamento alla gara di appalto, finanziata con fondi del P.N.R.R. (piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e indetta dal Comune di Pescara, avente ad oggetto l’affidamento dei lavori per la realizzazione del collegamento dell’Asse Attrezzato di Pescara e l’adeguamento dello svincolo della S.S. 714, gara nella quale è risultata prima classificata l’A.T.I. costituita dalla suddetta società e da un’altra società, che venivano successivamente escluse dalla gara per ragioni esclusivamente formali attinenti la documentazione amministrativa presentata.

Inoltre, tra i fatti oggetto di indagine per i quali non è stata richiesta misura cautelare e per i quali sono in corso ulteriori verifiche, vi sono anche l’ipotizzato turbamento, da parte del Dirigente del settore “Lavori Pubblici” del Comune di Pescara, di una Selezione pubblica finalizzata alle assunzioni a tempo indeterminato e/o determinato di impiegati e indetta dalla società “Pescara Energia” S.r.l., nonché un episodio di finanziamento illecito politico elettorale, erogato da parte del legale rappresentante della suddetta società su richiesta del Dirigente del settore “Lavori Pubblici” del Comune di Pescara, ad un soggetto candidato alle ultime elezioni del 2022 per il rinnovo del Parlamento Italiano (fatto per il quale sono indagati tutti e tre i protagonisti).

Nel provvedimento cautelare il Giudice si è riservato di procedere separatamente, all’esito degli espletandi interrogatori (così come previsto dal codice di procedura penale), nei confronti di due funzionari comunali in servizio nel settore “Lavori Pubblici” del Coituito il necessario vaglio processuale, di guisa che prima della conclusione di tutti i gradi di giudizio gli indagati non possono essere considerati colpevoli dei reati ipotizzati a loro carico.

Le reazioni

Maiale e Caroselli (PD): “Non esistono altre strade che le dimissioni del Sindaco Carlo Masci”
 
“È a dir poco inquietante lo scenario che questa mattina, a seguito dei quattro arresti effettuati dalle Fiamme Gialle, sta terremotando il Comune di Pescara. Per noi – garantisti – vale sempre la presunzione d’innocenza ma, come evidenziato con forza dai nostri consiglieri comunali pescaresi poche ore fa, il quadro politico merita attenzione e fermezza nelle reazioni”: lo affermano in una nota il segretario provinciale del Partito Democratico di Pescara Nicola Maiale e il segretario cittadino Antonio Caroselli.  
 
Maiale e Caroselli proseguono: “Perché non si può far finta che non ci siano manifeste responsabilità politiche nell’affidare al dirigente, uomo di fiducia del Sindaco poiché contrattualizzato attraverso l’istituto della scelta fiduciaria e bocciato al concorso qualche mese fa, oggi tratto in arresto, un ruolo di carattere prettamente politico su questioni centrali nella vita cittadina. Apprendere dai giornali che dentro gli uffici comunali ci fosse, inoltre, cessione e consumo di sostanze stupefacenti getta un’onta vergognosa su chi dovrebbe essere chiamato a guidare l’intera città ma non è in grado di controllare la dirittura comportamentale di chi dovrebbe prestare servizio onorevolmente nella casa di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. Non esistono – per noi – altre strade che le dimissioni del Sindaco Carlo Masci ridando la parola alla pescaresi ed ai pescaresi il più presto possibile su questioni chiave per lo sviluppo della città: l’area di risulta, Viale Marconi, il Ferro di Cavallo”. 
 
PETTINARI “INACCETTABILE LEGGERE DI DROGA, APPALTI TRUCCATI E FINANZIAMENTI ILLECITI. LA POLITICA ONESTA DIA UN SEGNALE FORTE” 
 
“Si aggrava di giorno in giorno lo scenario delle inchieste che coinvolgono il Comune di Pescara e alcuni esponenti della politica regionale. Dalle indagini di ieri agli arresti di oggi, il quadro è allarmante. Sono mesi che chiedo al Consiglio regionale di affrontare il tema delle grandi inchieste nella sede istituzionale, ho presentato anche una richiesta formale di Consiglio regionale straordinario sul tema. Richiesta che però è stata bloccata e sostenuta solo dai miei colleghi del M5S e da altri due di minoranza, mentre altri esponenti dell’opposizione e, ovviamente, della maggioranza di centrodestra, non hanno voluto sottoscriverla, affossando l’iter burocratico previsto dal regolamento per la richiesta.  Eppure di queste inchieste si deve parlare, e si deve fare nelle sedi istituzionali!
Nonostante il grande lavoro della Guardia di Finanza, della Polizia Giudiziaria e della Procura della Repubblica, infatti, sono fermamente convinto che anche la politica debba fare la sua parte” ad affermarlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari da sempre in prima linea per affermare i principi di legalità, trasparenza e anticorruzione all’interno della Pubblica Amministrazione.
“Quello che sta accendendo nel Comune di Pescara e in Abruzzo getta un’ombra sulle Istituzioni, che invece dovrebbero sempre dare il buon esempio. Non stiamo parlando di reati secondari: nella nota diffusa dalla Guardia di finanza leggiamo parole come droga, che sarebbe stata consumata negli uffici comunali di Pescara e all’interno di vetture di proprietà del Comune, di favoritismi agli imprenditori amici su appalti, di assunzioni e di richieste per finanziamenti illeciti a politici locali per sostenere le elezioni politiche del 2022 e di presunti illeciti sull’utilizzo dei fondi del PNRR per ben 5 milioni di euro. Una situazione gravissima giustamente definita dalla GDF come “allarme rosso”. Confido nella magistratura affinché presto si faccia la dovuta chiarezza, ma voglio spronare ancora una volta la politica a fare tutto quanto necessario per offrire strumenti e sostegno agli organi investigativi” conclude. 

Print Friendly and PDF

TAGS