Anziani accusati di occupare posti letto che spettano ai giovani: danni collaterali del Coronavirus

In Abruzzo sono stimati in forte aumento gli anziani con più di 64 anni (+34,1%) e in particolare i centenari (+59,5%).

di Cristina D'Armi | 09 Dicembre 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – La popolazione anziana abruzzese in termini percentuali è leggermente più numerosa (24,2%) rispetto a quella italiana (23,2%), a causa di decenni di migrazioni che hanno impoverito di giovani le aree interne della regione, causando un indice di vecchiaia molto elevato.

Improduttivi, inutili, spesso un peso per la società. “Non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”, ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Sono definiti così gli anziani, soprattutto in un periodo  di pandemia come quello stiamo vivendo in cui tocca “scegliere “ chi salvare. La loro morte sta passando come un atto di giustizia, dimostrando la decadenza di un paese che non riesce più a garantire una buona qualità di vita a tutti.

Il Covid ha messo in evidenza le debolezze di quegli anziani che mentre  decenni fa combattevano guerre e pativano carestie per mantenere le famiglie, ora si sentono passivi, inermi, fragili e vulnerabili. Soli. Aumenta in tutto il paese  il numero di anziani abbandonati a loro stessi, a differenza della nostra regione dove è presente una salda rete di solidarietà familiare nei confronti dei nonni abruzzesi. Proprio in Abruzzo, nel prossimo ventennio, a fronte di un calo della popolazione totale,  sono stimati in forte aumento gli anziani con più di 64 anni (+34,1%) e in particolare i centenari (+59,5%).

All’inizio della pandemia erano la categoria primaria da proteggere, ora invece,  sembrerebbe siano passati in secondo piano. “Aveva una certa età. Prima o poi..” è la classica frase davanti alla morte di un anziano, ma se la pandemia avesse colpito maggiormente i giovani? Ci sarebbe uno stato di pessimismo e angoscia incredibile davanti al numero spaventoso di morti.

Gli anziani sono i più esposti alla malattia: secondo l’Istat l’85%  percento dei decessi ha colpito gli over 70. L’età media dei morti è invece 80 anni. Una vera e propria  tragedia si è compiuta nelle case di riposo, il focolaio all’Ex Onpi, o nella Rsa di Avezzano, ad esempio. Ma non solo, problemi fisici e cognitivi anche per gli anziani che non  sono positivi al covid ma devono rimanere a casa.

Tutti prima o poi diventeremo anziani e se vorremo vivere in una società equa, già da ora dobbiamo impegnarci per tutelare una delle classi più fragili.


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