L’AQUILA – Ci sono città che si raccontano con le parole, altre con la musica. L’Aquila, nelle creazioni di Antonio Patriarca, prende forma attraverso il tessuto, trasformandosi in abito, memoria visiva e racconto contemporaneo. Lo stilista è nativo della provincia teramana, «la mia famiglia – precisa Antonio- è trapiantata a Milano da sempre e ha mantenuto casa in Abruzzo e io dal 1991, sempre a Milano, ho aperto il mio atelier in Brera», continuando a portare l’Abruzzo nel cuore della sua ricerca artistica.
È proprio dalla forza simbolica dei luoghi aquilani che nasce una linea di abiti unici, veri e propri quadri indossabili, dedicati ad alcuni dei monumenti più iconici della città: il Rosone della Basilica Santa Maria di Collemaggio, Piazza Duomo e la Fontana delle 99 Cannelle. Creazioni stampate su tessuto, pezzi unici, che traducono l’architettura e la storia in segni grafici, colori e geometrie, restituendo un’immagine nuova e potente del patrimonio aquilano.
Uno degli abiti realizzati da Patriarca dal titolo: “La sposa d’Abruzzo” con le caratteristiche “Presentose” ricamate sul seno, è stato indossato da una ballerina durante la Notte dei Serpenti, evento simbolo della cultura abruzzese contemporanea, suggellando l’incontro tra tradizione popolare e linguaggio artistico moderno. Patriarca ha inoltre proposto la donazione delle sue opere ispirate all’Aquila al MAXXI e al MuNDA, un percorso ancora in attesa dei tempi museali, ma che conferma la volontà dell’artista di consegnare queste creazioni alla collettività.
Il rapporto con il territorio si esprime anche attraverso l’impegno culturale a Cellino Attanasio (Te), dove Patriarca ha contribuito, con il supporto dell’amministrazione comunale, alla nascita della Cittadella dei Duchi di Acquaviva, progetto di valorizzazione storica seguito anche dal professor Roberto Ricci, Deputato nella Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi. Studioso dell’età moderna e contemporanea si occupa di storia della feudalità nel regno di Napoli, in particolare degli Acquaviva d’Aragona duchi d’Atri e dello ”Stato” farnesiano in Abruzzo.
Il dialogo tra moda e luoghi della memoria trova una consacrazione significativa al “Vittoriale degli Italiani” di Gardone Riviera, dove è esposta una sua creazione raffigurante l’ingresso monumentale del complesso dannunziano, resa possibile grazie al sostegno di Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli italiani, un riconoscimento che colloca il lavoro di Patriarca in una dimensione nazionale, senza mai recidere il legame con l’Abruzzo.
Le sue creazioni non sono semplici abiti, ma narrazioni visive, in cui L’Aquila diventa segno, identità, orgoglio. Un modo originale e raffinato di custodire la memoria della città, affidandola non solo allo sguardo, ma anche al gesto di chi la indossa.











