Speciale de  La Repubblica anniversario terremoto 6 aprile
Speciale de La Repubblica anniversario terremoto 6 aprile


Un’inchiesta speciale de La Repubblica per il sesto anniversario del terremoto del 2009: sbagliato ricostruire “dov’era com’era”. Per Cialente: “La nostra vita è sospesa.”I giovani ricorrono sempre di più a droga e alcool.

“A L’Aquila si stanno ricostruendo gli edifici anni Cinquanta e Sessanta adottando il criterio del “dov’era, com’era” e riproducendo esattamente quartieri che si sarebbe potuto migliorare, abbassando l’altezza dei palazzi o attrezzando spazi pubblici.” A spiegarlo a Repubblica è l’urbanista Georg Frisch, fra i coordinatori dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, una struttura promossa da Fabrizio Barca, allora ministro della Coesione territoriale. “Il “dov’era, com’era” andava limitato al centro storico.- spiega ancora Frisch all’interno dello speciale che Repubblica dedica al sesto anniversario del terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese- Purtroppo non si è ragionato in termini urbanistici, ma, appunto, edilizi. Una città senza spazio pubblico non è una città”.

Dalle informazioni raccolte dai giornalisti di Repubblica, “un’altra incognita pesa poi sul futuro dell’Aquila. Il nuovo piano regolatore, sostiene Iacovone, non contempla nuove espansioni della città né consumo di altro suolo. Ma dal passato incombono diverse, pesanti eredità: 15 mila stanze previste dal vecchio piano regolatore e mai realizzate potrebbero aver dato luogo a dei diritti che i proprietari delle aree interessate da quelle edificazioni sarebbero in grado di reclamare. La questione è molto controversa.”

Ancora più pesante il contenuto del quadro riassuntivo della situazione proposto nel lead di apertura della speciale inchiesta.
“A sei anni dal sisma che provocò oltre 300 vittime, la ricostruzione del capoluogo abruzzese procede, ma solo da un punto di vista edilizio. La scelta di puntare sulle “new town”, finite tra l’altro al centro di diverse inchieste giudiziarie, l’hanno privata infatti di un progetto urbanistico in grado di far tornare a vivere la città. “La nostra è una vita sospesa”, dice il sindaco Cialente. E a soffrirne sono soprattutto i giovani, che cercano di sfuggire al disagio ricorrendo sempre più spesso ad alcol e droga.

Un’altra incognita pesa poi sul futuro dell’Aquila. Il nuovo piano regolatore, sostiene Iacovone, non contempla nuove espansioni della città né consumo di altro suolo. Ma dal passato incombono diverse, pesanti eredità: 15 mila stanze previste dal vecchio piano regolatore e mai realizzate potrebbero aver dato luogo a dei diritti che i proprietari delle aree interessate da quelle edificazioni sarebbero in grado di reclamare. La questione è molto controversa.”

Lo speciale che La Repubblica dedica al sesto anniversario del terremoto del 2009 è ricco di molte interviste e contenuti. Di seguito il link per leggere e confrontare le varie opinioni raccolte : Inchieste Repubblica

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