Anmcri, Armenia: “Dobbiamo difendere i nostri confini e la democrazia”

di Marianna Gianforte | 07 Marzo 2022 @ 06:08 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Nato nella splendida città di Modica del libero consorzio comunale di Ragusa, il nuovo presidente della sezione provinciale dell’associazione nazionale dei militari della Croce Rossa italiana in congedo, Michele Armenia, 67 anni, ha lo stesso entusiasmo di quando, 35 anni fa, varcò la soglia della caserma Pasquali all’Aquila come tenente. Poi l’esperienza alla caserma di Sora, dove nel 1985 arrivò la nomina a capitano. Dal 1994 Armenia è primo capitano in congedo arruolato nel corpo militare della Croce Rossa italiana, antico e prestigioso corpo militare ausiliario delle forze armate italiane, composto da un contingente di personale in congedo arruolato su base volontaria e altamente specializzato: medici, psicologi, chimici-farmacisti, commissari, contabili, infermieri e soccorritori, 17mila iscritti attualmente che intervengono in situazioni di emergenza nazionale e internazionale, gestendo ad esempio ospedali da campo, presidi medici avanzati, nuclei sanitari e logistici mobili e nuclei di decontaminazione Nbcr. 

Michele Armenia

Il nuovo presidente Anmcri L’Aquila Armenia

Il capitano si sente forse più aquilano che siciliano; ma quando racconta la sua vita nell’Esercito e nella Cri, sempre sul fronte in diverse emergenze dalle guerre ai terremoti alle alluvioni, l’inflessione della voce torna più strettamente ragusana. In pensione ormai da un po’ di anni, non si aspettava di essere nominato per i prossimi quattro anni a capo della sezione aquilana dell’Anmcri, che guiderà sino alle prossime elezioni del 2026). Una scelta, ci dice, che arriva a “completamento e a coronamento di una carriera”. “Con la certezza che il suo impegno sarà prezioso per la crescita dell’Anmcri la ringraziamo per la sua disponibilità e le auguriamo buon lavoro”, si legge nella lettera che l’associazione ha fatto recapitare al nuovo presidente, che ha preso, così, il posto del predecessore, il tenente Carmelo Marotta.

PRESIDENTE, SI ASPETTAVA QUESTA NOMINA? “Non ci pensavo, ma quando è arrivata la lettera, dopo le elezioni del 20 febbraio, sono rimasto estremamente felice. Sono sempre stato attivo e impegnato nelle organizzazioni no profit, in particolare l’Unuci (Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia) e l’associazione nazionale militari della Croce Rossa, facendo volontariato in contesti di guerra e di calamità naturali. Quando nel 2009 ci fu il terremoto che colpì L’Aquila e i tanti paesi del territorio, da Roma mi chiamarono per due mesi per dare una mano in divisa a predisporre i campi per l’emergenza e per l’accoglienza degli sfollati nella città dell’Aquila. Approntammo i campi mense, le tendopoli, predisponemmo le colonne per l’emergenza. Tutta la prima assistenza ai terremotati e, purtroppo, il recupero dei deceduti. Scene, immagini, odori, pianti. Un compito doloroso che non dimenticherò mai”.

CREDE ANCORA NELLA SOLIDARIETA’?
“Credo molto nella solidarietà. Aiutare i più deboli, o chi sta vivendo un periodo di difficoltà dovuto a catastrofi o a guerre è ciò che ci rende più pienamente esseri umani. E in questo momento storico, con una guerra alle porte dell’Europa, è un principio che sento ancor più forte. L’associazione nazionale militari della Croce Rossa venne istituita nel 1994 (ha ottenuto la personalità giuridica dall’ufficio territoriale del governo di Roma nel 2016 ) proprio per portare aiuto e un grande sostegno alle popolazioni in situazione di guerra o in difficoltà”.

LA SUA NOMINA E’ ARRIVATA PROPRIO CON UNA GUERRA CHE NESSUNO PENSAVA FOSSE PIU’ POSSIBILE.
“Sì. La nomina arriva proprio in questo momento storico così difficile e preoccupante: con il corpo militare e la Croce Rossa abbiamo approntato i primi autoarticolati partiti già lunedì 28 febbraio da Avezzano verso il fronte di guerra, in autocolonna in direzione Polonia, ai confini con l’Ucraina, carichi di medicine, coperte, viveri di prima necessità, abbigliamento per tutti (donne, uomini e bambini), coperte. Molto materiale, tutto nuovo, raccolto dalla Croce Rossa tramite i canali di approvvigionamento delle donazioni e inviato qui da Roma: imprese, fabbriche, produttori come pastifici, che hanno donato farina, zucchero, biscotti, omogeneizzati, integratori e molto molto altro. A loro vanno i miei e i nostri ringraziamenti. Croce Rossa e corpo militare della Cri sono insieme una famiglia, che in questa grave emergenza vede in campo decine di donne e di uomini che lavorano giorno e notte. Preziosissimo il ruolo delle infermiere crocerossine, che assistono i feriti anche a livello psicologico. Anche io sono pronto a partire in qualsiasi momento, perché siamo in congedo volontario e per noi volontari si tratta di una missione, ci muoviamo e operiamo con i nostri mezzi finanziari. Ci auguriamo che questa guerra finisca subito, l’escalation sarebbe terribile. L’errore più grande. Per il corpo militare della Cri l’Ucraina adesso  è la priorità e faremo tante iniziative, come quella molto partecipata di ieri in piazza Duomo all’Aquila, organizzata dall’amministrazione comunale e dalla sezione Alpini in congedo dell’Aquila alla quale abbiamo il nostro plauso e dove sono stati raccolti (ben prima dell’orario previsto grazie alla grande affluenza e partecipazione), centinaia di scatoloni di beni di prima necessità, generi alimentari, abbigliamento. Il nostro appello ai cittadini e alle cittadine che vogliono contribuire è portare anche nelle prossime iniziative beni in buone condizioni, anche passeggini e carrozzine, perché le mamme in fuga stanno scappando portando i bambini in braccio. Il punto di smistamento, verso cui martedì 8 partiranno i mezzi carichi, sarà Leopoli, in Ucraina”.

AL DI LA’ DI QUESTA TERRIBILE GUERRA, COSA C’E’ NELL’ATTIVITà DELL’ANMCRI?
“L’Anmcri è una realtà apartitica e apolitica, nelle sue azioni esclude scopi di lucro, i suoi ideali sono quelli della patria, che trasmettono il senso vero dell’onore e della lealtà verso lo Stato e verso il popolo italiano. È presente in tutta Italia e in tutte le province, ognuna delle sezioni ha un suo presidente; poi ci sono il referente regionale e l’ispettore generale di Roma, tutti provenienti dal corpo miliare della Cri. Un altro dei suoi compiti è mantenere saldi i legami tra le forze dell’ordine e lo Stato, i cittadini e diffondere tra i giovani, l’ideale della Croce Rossa, che assiste i feriti e porta una prima assistenza medica nelle situazioni di emergenza. Voglio approfittare e fare un appello ai giovani e alle giovani di entrare nel mondo della Croce Rossa”.

È FUORI CONTESTO, SECONDO LEI, PENSARE CHE DOBBIAMO DIFENDERE I NOSTRI CONFINI?
“Non è anacronistico pensare che dobbiamo anche difendere i nostri confini, adesso è la realtà: può capitare di tutto. Si è fatto tanto per liberare l’Italia dai tiranni, dobbiamo mantenere lo status di Paese libero e democratico, di un’Europa libera e democratica, con tutti gli strumenti del dialogo, della cultura, cercare di eliminare la guerra e trovare altri tipi di accordi per dirimere controversie geopolitiche… Con la guerra non vince nessuno”.


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