Indetto lo sciopero da parte dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) che si terrà il 16 maggio. La decisione è stata presa “in attuazione della mozione approvata dall’Assemblea nazionale straordinaria del 30 aprile scorso”. Si tratterà di un’ “astensione totale dei magistrati dalle loro funzioni, salvi i limiti derivanti dal codice di Autoregolamentazione”. La decisione di scioperare era stata presa il 30 aprile a larghissima maggioranza contro la riforma della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, dell’ordinamento giudiziario. Le toghe avevano dato il via libera all’astensione con 1081 voti a favore, 169 contrari e 13 astenuti, dopo un dibattito di otto ore al quale hanno partecipato come ospiti anche parlamentari esperti del ramo giustizia. Per non essere “invadente” in un momento così delicato, la Guardasigilli, già presidente della Consulta, aveva declinato l’invito al meeting delle toghe mandando però il suo capo di gabinetto Raffaele Piccirillo e tenendo aperta la porta del dialogo con un messaggio a una convention antimafia in cui ha scritto che “la nostra magistratura è un presidio del nostro vivere democratico”.
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