Anche l’ordine richiama la sporcizia

di Michela Santoro | 07 Settembre 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
sporcizia degrado
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L’AQUILA. Due aquilani, in fila davanti al bancomat.

Ma le ha portate il vento o ce le hanno buttate di proposito?

Ma che?

Le carte, non le vedi?

E dove?

Esattamente all’ombra del Torrione restaurato, all’angoletto che confina col prato.

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Vabbè, dai, ce le avrà portate il vento!

Ok, ma pure se ci sono arrivate volando, comunque qualcuno le avrà buttate per terra.

C’hai pure ragione! Che poi non c’era quella teoria, tempo fa, che la gente sporca dove vede sporco?

Sì che c’era; infatti se vai in centro storico dove ancora non è stato ricostruito, trovi un tripudio di bottiglie e cicche di sigarette. Per non parlare dei sacchetti con le cacche dei cani. Che poi, mi chiedo: ma che le raccogli a fare se poi non le cestini? Se le lasci libere, almeno, l’azione atmosferica daje e daje, le smaterializza. Ma se le tieni nella plastica, quelle vanno avanti decenni.

Vabbè, andiamo bene!

In che senso?

Nel senso che se ora si mettono a sporcare anche i monumenti appena restaurati e gli spazi ordinati vuol dire che proprio, a certa gente, non gliene frega niente di niente; né di me, né di te e neanche di tutti noi messi insieme, Torrione compreso.

Che poi, a casa loro butteranno le carte per terra?

Boh, tutto può essere.  E, comunque, tocca riformulare la teoria.

Cioè?

Cioè,  si sporca a prescindere, anche dov’è pulito. E allora uno passa, vede pulito e la prima cosa che gli viene in mente è di sporcare.

Geniale! Così, quello che viene dopo, trova sporco ed è incentivato a buttare le cartacce. E più è sporco e più viene voglia di sozzare. Un cane che si morde la coda, insomma. Un circolo vizioso, diciamo. Non ci avevo pensato; andiamo davvero bene, anzi, sempre meglio!


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