Anche all’Aquila, la festa di S. Rita da Cascia nella parrocchia a lei dedicata a Via Strinella

di don Daniele Pinton | 22 Maggio 2020 @ 19:33 | CREDERE OGGI
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L’AQUILA – Da lunedì 18 maggio, sono riprese anche nella Parrocchia di S. Rita a Via Strinella, le celebrazioni eucaristiche quotidiane e Mons. Alfredo Cantalini, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di L’Aquila e Parroco della popolosa parrocchia di Via Strinella, ha deciso di celebrare anche quest’anno la Festa della Patrona della Parrocchia, S. Rita da Cascia con i fedeli della sua comunità parrocchiale,

Nel giorno in cui si festeggia la Festa di questa Santa, detta dei miracoli impossibili, cioè il 22 maggio alle 18:00, in una celebrazione eucaristica che purtroppo non ha visto la partecipazione di moltissimi fedeli, per le difficoltà prodotte dai primi giorni dopo la fine del lock-down, che per quasi tre mesi ha impedito di partecipare alla Santa Messa, Mons. Cantalini, nel rispetto delle norme vigenti, ha deciso di non compiere il consueto gesto della consegna delle rose rosse, che ha sempre caratterizzato questa celebrazione solenne, ma ha compiuto solo il gesto della benedizione delle rose rosse che i fedeli presenti alla celebrazione eucaristica, hanno portato direttamente dalle loro case.

‘Margherita Lotti nacque verso il 1381 a Roccaporena, in provincia di Cascia, Umbria. Ebbe una vita particolarmente difficile, che solo una fede come la sua poté renderle sopportabile. Proprio in virtù del suo esempio di vita encomiabile, Santa Rita è oggi simbolo di umiltà, gentilezza e pazienza. All’età di dodici anni fu data in sposa contro la sua volontà a un nobile di nome Paolo Mancini. Infranto così il suo sogno di diventare suora, dovette far fronte a un marito immorale, severo e violento. Dopo anni di soprusi, Rita riuscì infine a convertirlo e da lui ebbe due figli.

Quando suo marito fu ucciso da un esponente della rivale famiglia dei Mancini, Rita da Cascia perdonò l’assassino dando così esempio di infinita misericordia. Qualche tempo dopo perse anche i suoi due figli e, rimasta così priva di legami familiari, poté finalmente realizzare il suo desiderio entrando nel Convento di Maria Maddalena, dove trascorse il resto della sua vita. È qui che morì il 22 maggio del 1457, giorno in cui festeggiamo tuttora la sua ricorrenza. Si dice che Santa Rita fosse giunta al Convento di Maria Maddalena per via aerea, trasportata di notte da Giovanni Battista, Agostino di Ippona e Nicola da Tolentino. A sessant’anni, mentre pregava di fronte al crocifisso, Rita da Cascia ricevette le stimmate di Gesù sulla fronte, procuratele da una spina della corona di Cristo. Poco prima di morire, ormai allettata, Rita chiese a una parente di portarle una rosa dal giardino della sua vecchia casa. Era inverno, eppure, miracolosamente, la parente riuscì a esaudire quest’ultima volontà della Santa’. 


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