Amministrative e diritto di voto: gli stranieri possono votare in Italia?

di Marianna Gianforte | 27 Aprile 2022 @ 06:00 | ELEZIONI
elezioni
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Si avvicinano le elezioni amministrative in tante città italiane, anche all’Aquila. Tra le comunità non italiane ricorre una domanda frequente: gli stranieri possono votare in Italia? A porre la questione, a  pochi giorni dal voto per il rinnovo del Consiglio comunale, è il presidente dell’associazione culturale Rilindja, Abdula Salihi. Una questione che non ha soltanto a che fare con il diritto (e dovere) di voto; bensì anche con qualcosa di molto più complesso e ampio come l’integrazione delle comunità straniere nel Paese e nel suo sistema sociale, nel quale i componenti di quelle comunità lavorano, studiano, crescono e nel quale pagano le tasse, producono occupazione e contribuiscono a muovere l’economia.

Salihi, che con la sua associazione da anni è portavoce della numerosa comunità macedone locale (all’Aquila 700 residenti e in Abruzzo oltre 4mila, quella dei macedoni è la più numerosa tra le comunità non appartenenti alla Comunità europea nel Comune dell’Aquila), prova a dare una risposta a una domanda che in pochi si pongono, soprattutto a livello governativo, ma che è cruciale in un Paese che si possa definire davvero democratico e inclusivo.

Il punto di partenza è che nell’attuale sistema legislativo italiano i cittadini non comunitari, ancorché facenti parte integrante della società civile, sono esclusi dal suffragio elettorale a livello locale. Per Salihi:

“E’ il momento che l’Italia, come già hanno fatto diversi Paesi in Europa, intervenga da un punto di vista legislativo per colmare un grande vuoto democratico”. 

Occorre prima di tutto fare una distinzione tra cittadini comunitari e cittadini non comunitari, ossia tra persone il cui Paese di origine appartiene all’Unione europea e persone originarie di Paesi che, invece, non vi appartengono. Spiega Salihi:

“I cittadini comunitari che vivono nel comune dell’Aquila – ad esempio Romeni, Spagnoli, Polacchi, Portoghesi, Bulgari e altri cittadini comunitari residenti – godono del diritto di elettorato attivo e passivo in occasione delle elezioni comunali e circoscrizionali (tranne che per le cariche di sindaco e vicesindaco). Per quelli non comunitari questo diritto non esiste”. 

Definisce le regole del voto per gli stranieri il decreto legislativo 12 aprile 1996, n. 197, che ha recepito la direttiva europea 94/80 sulle “modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell’Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza”, il quale prevede che i cittadini comunitari possano votare e candidarsi alle elezioni locali solo se iscritti a una lista elettorale aggiunta nel Comune italiano di residenza. Salihi chiarisce che “in questo caso, la domanda d’iscrizione va presentata al Comune entro il 40° giorno antecedente la data delle elezioni, autocertificando cittadinanza e residenza, quindi, per poter esprimere il proprio voto nel nel Comune dell’Aquila, ultima data disponibile è martedì 3 maggio”.

I cittadini comunitari, inoltre, possono esercitare il diritto di voto in Italia anche per le elezioni europee. 

Non godono dello stesso diritto i cittadini non comunitari, per i quali il processo per arrivare all’estensione del diritto-dovere di voto non è mai stato portato a compimento dall’Italia. “La risposta ci viene data il 5 febbraio 1992 – spiega Salihi -, quando il Consiglio d’Europa a Strasburgo ha adottato la Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, la ‘Convenzione di Strasburgo 1992′. Nei primi due capitoli il documento ribadisce piena libertà di espressione, riunione e associazione ai residenti stranieri, indipendentemente dalla loro nazionalità e affronta il tema della rappresentanza e della partecipazione degli stranieri, l’istituzione di organismi consultivi e l’adozione di dispositivi per consentire agli stranieri residenti di esprimere pareri sui temi della vita politica che li riguardano più da vicino. Il terzo capitolo, C, riconosce il diritto di voto attivo e passivo a livello locale a tutti gli stranieri che risiedano legalmente in uno dei Paesi membri da almeno 5 anni. Il problema – ribadisce Salihi – è che l’Italia nel 1994 ha ratificato questo importante documento escludendo, però, proprio il capitolo C, perché ritenuto in conflitto con l’art.48 della Costituzione (rapporti politici)”.

In questo modo i cittadini non comunitari, ancorché facenti parte integrante della società civile, rimangono esclusi dal suffragio elettorale universale a livello locale. Per Salihi:

“Occorre riprendere l’iter legislativo per giungere a una integrazione completa, senza la quale le comunità escluse dal voto ma (che sono una parte costituente della società), sono di fatto discriminate. Uno Stato democratico che esclude una parte cospicua dei residenti e dei lavoratori  dalla vita politica e, a mio avviso dal ‘diritto’ e ‘dovere’ di voto, si trasforma in uno Stato non democratico. Un Paese generoso come l’Italia, che per anni ha seguito con grande sforzo le politiche multiculturali d’inclusione e non programmi di rimpatrio, non può lasciare che sia il tempo a decidere. Inoltre, chi rifiuta la rappresentanza degli immigrati rifiuta una visione liberale, rifiuta il principio democratico della rappresentanza per cui un uomo libero non può sottoporsi a leggi che non ha contribuito a formare“.

Sono diversi i Comuni e le Regioni che, in mancanza del riconoscimento della ‘Convenzione di Strasburgo 1992’ nella sua interezza da parte dello Stato hanno avviato negli ann iniziative autonome, sempre però bloccate o bocciate dai Governi.  Mentre non mancano gli esempi in Europa di Stati che già da tempo hanno cercato di colmare tale carenza e discriminazione: Svizzera, Spagna, Irlanda, Svezia, Danimarca, Olanda, Norvegia, Finlandia, Lussemburgo, Belgio. Dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea, 15 prevedono il diritto di voto per i cittadini extracomunitari residenti.

 


Print Friendly and PDF

TAGS