Amiternum, 900mila euro per la messa in sicurezza. E si lavora alla valorizzazione

Visite in crescita ma servono fondi per un progetto complessivo di funzionalizzazione del sito

di Alessio Ludovici | 05 Ottobre 2023 @ 06:00 | CULTURA
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L’AQUILA – Una buona notizia c’è, l’ha resa nota la direttrice della Drm (Direzione Regionale Musei del Mibac) Federica Zalabra: ci sono 900 mila euro per la messa in sicurezza dell’anfiteatro di Amiternum che, al momento, si trova in uno stato di forte ammaloramento.

E’ questa la novità principale emersa ieri nel corso di una Commissione Bilancio del Consiglio comunale aquilano che, su proposta del presidente Livio Vittorini, si è tenuta proprio nel sito archeologico. La commissione nasce anche a valle di una discussione in consiglio comunale, con un ordine del giorno di Paolo Romano poi ritirato perché, grazie alle interlocuzioni con i consiglieri di maggioranza Vittorini e Gianluca Marinelli, si era arrivati ad un intesa comune per un affrontare nelle commissioni la vicenda Amiternum.

Ieri, a fare un punto della situazione con i consiglieri comunali e gli assessori Lancia e Giuliani, c’era il gotha del mondo della tutela culturale abruzzese: la Zalabra appunto con i funzionari della Drm giunti appositamente dalla sede di Chieti, l’architetto Cristina Collettini, Soprintendente Baas per L’Aquila e Teramo, e il professor Alfonso Forgione che cura gli scavi archeologici tra i due siti sul terreno acquistato dall’ateneo qualche anno fa.

Che il sito abbia un potenziale è fuori di dubbio: 5400 visitatori l’anno scorso, quest’anno si stima un 10% in più grazie a qualche iniziativa di supporto, come le navette gratuite attivate quest’anno. Sulla scorta di quanto fatto al Munda di cui è direttrice, e di ciò che la riforma del 2021 ha chiesto dividendo tutela, in capo alle Soprintendenze, e valorizzazione, in capo alle Drm, la Zalabra vorrebbe valorizzare tutta l’area, rifunzionalizzarla per organizzare eventi ed iniziative ma anche garantendo maggior cura dei dettagli, dalla cartellonista agli ingressi, dall’illuminazione ai bagni. Ovviamente servono risorse che al momento non ci sono e personale, i custodi sono cinque divisi sui due siti. Le idee e la volontà però non mancano, come non mancano le collaborazioni con il Comune, l’Università e la Soprintendenza.

Intanto c’è da fare il restauro. Il sito non è in buonissime, l’intervento è già in fase di progettazione. C’è un progetto di restauro anche per l’area dell’Univaq, già finanziato con 380mila euro del 5per1000 donato all’ateneo. 


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