Amalia Sperandio, l’omaggio della città dell’Aquila alla fotografa del ‘900

di Alessio Ludovici | 08 Dicembre 2022 @ 06:00 | CULTURA
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L’AQUILA – Lungo il corso ripavimentato c’è un’altra novità, la mostra omaggio ad Amalia Sperandio, la fotografa aquilana che ha immortalato con i suoi scatti L’Aquila del primo Novecento. Una storia particolare quella della mostra, nata da un’idea dello stesso Biondi in occasione, nei mesi scorsi, dell’inaugurazione della targa, Belvedere Amalia Sperandio, nei pressi di porta Branconia. Un’iniziativa di Jemo ‘Nnanzi che da quel giorno si è messa a disposizione della “pensata” del sindaco. E a disposizione si è messa la One Group Edizioni, la casa editrice che aveva pubblicato il libro delle foto di Amalia Sperandio sempre in collaborazione con Jemo ‘Nnanzi. Un’altra storia incredibile anche quella. Fotografie, e quindi cartoline, che per decenni hanno viaggiato nascoste nei cassetti di alcuni aquilani, dei collezionisti, di qualche mercatino fino al giorno in cui non ci si è resi conto che quella piccola sigla A. Sprandio era di una donna, Amalia. 

Una vera pioniera, nata a Corfù nel 1854 dove il padre, di San Marco di Preturo è confinato per motivi politici. Dopo l’unità la famiglia si trasferisce a Napoli e quindi, morto il padre di Amalia, a L’Aquila ospiti della famiglia di patrioti Leosini. Amalia cresce, svolge l’attività di educatrice, collabora con la Soprintendenza per la quale schederà oltre 1200 opere d’arte. Una pioniera della fotografia in un mondo di in cui di spazio per le donne ne lasciava davvero poco. Foto straordinarie, oggi “esposte” lungo il nostro rinnovato corso. Un omaggio doveroso ad Amalia, l’abbraccio finale con la sua città, il definitivo recupero della memoria di una bella storia. 

 


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