Alto Sangro, Pietrucci contro la sanità militarizzata

di Redazione | 24 Gennaio 2024 @ 12:16 | VERSO LE ELEZIONI
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L’AQUILA – Dopo le proteste e la raccolta firme in piazza a Pescasseroli per richiedere dei presidi medici a servizio dei comuni della Marsica, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, candidato dem alle prossime elezioni regionali, si esprime in maniera critica contro le soluzioni messe in atto da Marsilio, e sulla sanità militarizzata.

“Non può essere vero che un presidente di Regione e un suo direttore generale della ASL pensino di sfuggire alle loro responsabilità con un trucco così meschino e grave. La mobilitazione dell’Alto Sangro promossa dai Sindaci, dalla CGIL, dai cittadini che in migliaia stanno firmando per chiedere – anzi pretendere, come è giusto che sia – di garantire il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) per Pescasseroli, Pescocostanzo e Castel di Sangro va risolta con atti definitivi e coerenti. Invece, chiedendo l’intervento provvisorio dei medici dell’esercito, non solo si ammette il fallimento, ma si prende in giro la gente perché fra qualche settimana tornerà tutto come prima”.

E parlando di sanità militarizzata ricorda: “Negli anni passati divenne famosa una parodia dell’allora sindaco di Roma, Alemanno, che per ogni esigenza del Comune (da una spolverata di neve al problema dei rifiuti) se ne usciva gridando ‘Chiamo Esercito!’. Qui non c’è proprio niente da scherzare, invece. Non si gioca con la vita e la salute delle persone.

L’esercito è una preziosissima risorsa di competenze, generosità e capacità di intervento: ma è giusto che operi nelle emergenze e non sostituendosi agli Enti locali nella loro amministrazione quotidiana”.

“A garantire i diritti dei cittadini deve pensarci la politica intervenendo con soluzioni giuste, coraggiose e prendendosi le proprie responsabilità: ed è quello che faremo con Luciano D’Amico governando il futuro della Regione”, conclude Pietrucci.

AGGIORNAMENTO – Le dichiarazioni di Giorgio Fedele, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle sulla sanità militarizzata nell’Alto Sangro

“L’ennesima riprova della fallimentare gestione della Sanità nella provincia dell’Aquila è rappresentata da quanto sta accadendo in queste settimane nell’Alto Sangro dove nei Comuni di Pescasseroli, Pescocostanzo, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea manca il servizio del 118 con ambulanza medicalizzata, il servizio di continuità assistenziale (cioè la guardia medica) ed i servizi sanitari dedicati alla popolazione residente non sono minimamente all’altezza delle esigenze espresse. È di queste ore la notizia dell’intenzione, da parte della Direzione Strategica della Asl1 guidata dal Direttore Ferdinando Romano, di chiedere l’intervento dell’Esercito per fare fronte a queste mancanze. Il corpo militare agisce laddove si presenta una situazione emergenziale oggettiva, imprevedibile e inaffrontabile con i mezzi ordinari e pertanto si deve ricorrere a quelli straordinari come, appunto, l’Esercito. La più palese e inequivocabile ammissione di fallimento, di incapacità nel risolvere i problemi e di assenza di dialogo con i cittadini che vivono i territori. Il governo Marsilio ha prodotto questo: instabilità, incertezza e discriminazione”.

 “La richiesta fatta dal Direttore Romano è per i prossimi tre mesi, lasso di tempo che non è minimamente sufficiente a risolvere alcun tipo di criticità né a ripristinare l’ordine dei servizi ad oggi mancante. Novanta giorni che, però, servono a scavallare l’election day del 10 marzo, quello per il rinnovo del Consiglio regionale, termine scelto non a caso per deresponsabilizzarsi totalmente da qualsiasi altra iniziativa. La programmazione va fatta a monte e non a valle di una legislatura regionale. Hanno avuto a disposizione cinque anni per affrontare il problema che oggi si è presentato nell’Alto Sangro e invece hanno seminato solo caos e disparità di trattamento tra i territori. Sono allineato alle preoccupazioni di Francesco Marrelli, Segretario Generale CGIl nella provincia dell’Aquila, e dalle migliaia di cittadini che negli anni hanno espresso il disappunto su quanto sta accadendo. Non è ammissibile che si parli in termini emergenziali e del supporto dell’Esercito in un’area come quella dell’Alto Sangro, dove il turismo riveste un ruolo centrale nell’economia del territorio e dove le bellezze paesaggistiche sono tra le più celebrate dell’intera provincia aquilana”.

“Un intervento di questo genere, oltre che essere offensivo verso i residenti che pagano le tasse perché la Asl1 dia loro garanzie e servizi e non il contrario, è altresì un pesante macigno sul flusso turistico che si riversa in zona. Ciò verrebbe inevitabilmente visto nell’ottica di un’area poco sicura, senza servizi minimi assistenziali e quindi non in grado di rispondere a urgenze sanitarie che potrebbero verificarsi in qualsiasi momento. In cinque anni l’amministrazione Marsilio, per mezzo dell’Assessore alla Sanità Verì, ha creato disuguaglianze e discriminazioni, gestendo la Asl1 come mezzo di potere per i propri giochi politici”, prosegue Fedele che conclude: “Nelle scorse settimane ho espresso la mia vicinanza ai residenti dell’Alto Sangro, facendo mie le loro istanze e dando voce alle loro preoccupazioni. Il primo febbraio sarò sotto la Direzione Generale della Asl1 all’Aquila, al loro fianco a manifestare il mio disappunto per quanto sta accadendo che è vergognoso e inaccettabile. Basta mortificazioni verso il nostro territorio e basta a essere trattati come cittadini di serie B”.

Giorgio Fedele, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle

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