All’insegna del rispetto, almeno per ora. Santangelo presidente del consiglio

di Alessio Ludovici | 04 Luglio 2022 @ 15:35 | POLITICA
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L’AQUILA – Per chi si aspettava fulmini e saette la prima assoluta del nuovo consiglio comunale dell’Aquila è stata deludente. Niente citazioni da western. L’attesa seduta si è tenuta presso la sala consiliare. E’ il primo step dell’insediamento dei nuovi consiglieri e della nuova giunta, seguiranno l’assegnazione delle deleghe agli assessori, la ricostituzione delle commissioni consiliari e la discussione sul programma di mandato. In aula è arrivato anche il saluto e l’augurio del Prefetto Cinzia Torraco che ha ricordato l’importanza per tutta comunità aquilana della programmata visita del Pontefice, Papa Francesco, in occasione della Perdonanza Celestiniana di fine agosto.

Oggi si è proceduto con la convalida degli eletti e quindi con l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale. A spuntarla è, come da attese, Roberto Santangelo, il più giovane di sempre, 41 anni, che è anche il vicepresidente del consiglio regionale. Oltre mille preferenze e ora l’incarico di Presidente a suggellare un percorso politico, quello di L’Aquila Futura, di un civismo di destra radicato e attento al sociale. Voce a tratti rotta dall’emozione per Santangelo: “Auspico, da parte di tutti i componenti l’assemblea cittadina, un comportamento istituzionale corretto, educato, consono al rispetto che impone l’assise civica, affinché si possa lavorare in questi 5 anni in maniera fruttuosa e spedita, sempre nel rispetto dei legittimi ruoli e delle prerogative di ciascuno. La passione politica, che anima tutti noi, non deve mai scadere e confinarsi in un conflitto, seppur verbale, ma deve tendere ad un confronto all’interno del quale mi farò garante di tutelare il diritti e le prerogative di tutti i Consiglieri affinché, maggioranza e minoranza, possano avere la possibilità di espletare il proprio mandato, mantenendo ben presente il faro che deve sempre illuminare il nostro impegno cioè il rispetto delle Istituzioni. Già nella scorsa legislatura ero presente in questa assise ma oggi, con la fiducia che mia avete voluto accordare eleggendomi a Presidente del Consiglio comunale, il mio impegno politico assume un significato diverso di cui sento tutto il peso della responsabilità dell’incarico. Confido in un costante, aperto e costruttivo dialogo con tutte le anime che compongono questo nuovo Consiglio comunale e auguro a tutti un lavoro proficuo per il bene della nostra città”

A sedere sullo scranno più alto del consiglio però, prima dell’elezione di Santangelo, è stato Livio Vittorini, altro recordman di preferenze che ha aperto la nuova conisliiatura con un minuto di silenzio per le vittime della tragedia sulla Marmolada. Ha ricordato poi il padre, Stefano Vittorini, vulcanico politico cittadino che fu anche presidente del consiglio comunale. 

Elezione all’unanimità per Santangelo, questa è una novità offerta dall’opposizione per dare un segnale di apertura e fiducia nel dibattito di un consiglio, questo il ragionamento delle minoranze, troppe volte svilito e non ascoltato. La maggioranza incassa e ringrazia. Vedremo quando durerà questo clima, molto diverso da quello che accompagnò il primo insediamento di Biondi. 

Ad interpretare il villain del giorno è, incredibilmente se si pensa a quanto successe cinque anni fa, Daniele D’Angelo, il capogruppo di L’Aquila al centro. La musica cresce, la tensione pure. Al cuore Ramon, se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore. 

D’Angelo chiarisce subito che, oltre a non essere entrata in Giunta, L’Aquila al Centro si riserverà di valutare i provvedimenti uno per volta. “Noi non smentiamo e non rinneghiamo la scelta di far parte della coalizione che ha sostenuto il sindaco Pierluigi Biondi, ma vogliamo esserne davvero parte e non vogliamo correre nemmeno il rischio di essere la foglia di fico che copre una marginalizzazione dell’area moderata”. Lo dichiarano Daniele D’Angelo e Stefano Flamini, consiglieri comunali di ‘L’Aquila al Centro’. E il riferimento al centro politico in questo caso è più esplicito che mai, concetti ribaditi anche in una nota di D’Angelo e Flamini, l’altro membro del gruppo: “Abbiamo preso atto della formazione della giunta – affermano i due – e si tratta di una giunta oggettivamente squilibrata: lo dicono i numeri, e lo dice anche il fatto che non ci sia stata una discussione affinché alle aree centrali fossero attribuiti quantomeno ambiti programmatici sui quali c’è una particolare sensibilità di quest’area. Giudicheremo in un confronto aperto e leale i comportamenti di questa giunta, e la nostra posizione potrà evolvere in un senso o nell’altro”.

D’Angelo e il suo gruppo poi votano comunque Santangelo ma subito mettono in chiaro le cose stigmatizzando le modalità di voto che dovrebbe essere segreta, cioè avvenire per chiamata uno alla volta in un luogo riservato e invece si è proceduto con dei bigliettini distribuiti direttamente sui banchi, un modo, fa intendere D’Angelo, per controllare il voto. 

Finito il breve duello tra D’Angelo e la giunta, il consiglio procede tra cortesie e toni pacati. C’è Americo Di Benedetto, che si dimetterà per fare entrare Serpetti, che assicura un impegno dedito alle tematiche da parte del Passo Possibile. Per il Pd è Stefania Pezzopane a parlare, oltre a Stefano Palumbo, che stando a fonti della minoranza, dovrebbe guidare la V Commissione e che è stato il consigliere che ha annunciato il voto a Santangelo di tutte le minoranze. A seguire, in ordine sparso, gli interventi di Enrico Verini, di Leonardo Scimia, per lui il delicato ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia, Daniele Ferella, capogruppo della Lega. Infine l’intervento di Simona Giannageli, nuovo capogruppo di L’Aquila Coraggiosa. 

Conclusioni affidate al sindaco Pierluigi Biondi per il consueto giuramento. Il sindaco Biondi, l’uomo Biondi e il militante Biondi, che ormai sembrano perfettamente convivere e a proprio agio nel ruolo rispetto alla visibile emozione di cinque anni fa. Biondi il bianco, per rimanere al cinema ma in chiave fantasy, che dispensa parole al miele per Pezzopane e Di Benedetto e che nonostante la giovane età è circondato da tanti consiglieri e assessori più giovani di lui. E’ lui stesso, al di là dei programmi di cui si parlerà in altra seduta, a battere il nuovo sentiero: nessuno sconto a chi mette in secondo piano la città. Il riferimento esplicito del sindaco è alle altre istituzioni, quelle sovracomunali, che devono aiutare la città a superare l’ennesima grande prova, quella di una situazione economica nazionale che sembra sull’orlo di precipitare. Infine un monito ai suoi, “rimanere irrepresibili”, soprattutto ora che ci sono tanti soldi da gestire, soldi presi in prestito dalle generazioni future ma che devono essere usati per risolvere i problemi di tante persone umili. 

In platea i big del centrodestra cittadino, da Liris a D’Eramo, da Imprudente allo stesso Marsilio, che ascoltano e prendono appunti.

Infine un brindisi tutti insieme, l’occasione di stemperare le tossine della campagna elettorale e conoscersi un po’. 


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