Allevatori, corteo in città: nel mirino le politiche Ue e la reintroduzione dell’Irpef

di Alessio Ludovici | 02 Febbraio 2024 @ 05:00 | POLITICA
Irpef
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L’AQUILA – Unione Europea ma anche il governo Meloni che reintroduce l’Irpef per tutti gli agricoltori, e ancora il caro carburante, parchi e riserve naturali, fauna selvatica e cibi sintetici. Ne hanno un po’ per tutti gli allevatori che ieri all’Aquila sono andati in corteo nel loro secondo giorno di protesta.

Chiedono il ritorno alla vecchia Pac, quella in cui i soldi erano sostanzialmente erogati ad ettaro o a capo e non condizionati a particolari obiettivi e progettualità da raggiungere. Meccanismi sempre più complessi che, denunciano, non fanno altro che complicare la burocrazia aziendale.

Sul banco degli impuntati anche la previsione del 4% di terreni, per le aziende oltre i 10ettari, da mettere a riposo o preservare nella loro naturalità come filari, stagni, muretti a secco ecc. A guidare il corte all’Aquila un trattore rosso con bandiere tricolore. A fare da cornice organetti, campanacci e strumenti a percussione che hanno animato il corteo scortato da vigili urbani, polizia e carabinieri. Tra gli slogan esibiti: “L’agricoltura è il lavoro più salutare, più utile e più nobile dell’uomo” e poi “La nostra fine sarà la vostra fame”, oltre a “No Farmer, no food, no future” e “Con l’agricoltura si vive, con l’Europa si muore”.

“Le ragioni degli agricoltori, mobilitati in tutta Europa, vanno ascoltate e soprattutto difese. L’Italia è stata la prima a vietare la carne sintetica e il governo ha adottato una serie di provvedimenti in favore del settore che vanno in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei. L’attenzione va dunque rivolta all’Ue e al Green deal che esaspera la transizione verde arrivando a penalizzare l’agricoltura che già da anni paga gli effetti di essere anello debole di una catena”. È la riflessione di Alessandro Piccinini, avvocato dell’Aquila, già consigliere e assessore comunale, candidato al Consiglio regionale nella lista di Fratelli d’Italia.

“Prima ancora di discutere del merito, la mobilitazione in atto ripropone un tema grande come un macigno che da anni cerchiamo di porre all’ordine del giorno del dibattito politico”, fa osservare Piccinini, “che è quello delle scelte compiute dall’Unione Europea senza il confronto e la condivisione. Decisioni assunte nelle stanze del potere di Bruxelles che piombano sulla testa di milioni di persone, spesso adottate senza conoscere a fondo i territori su cui vanno a incidere”.

“Va ricordato che il settore agricolo non solo garantisce la sicurezza alimentare, ma assorbe quattro volte l’anidride carbonica che emette e tutela il territorio”, aggiunge Piccinini. “È sufficiente vedere cosa accade vicino a noi, nelle campagne e nella montagna abruzzesi, anche in termini di assetto idrogeologico quando viene meno il presidio di agricoltori, allevatori e pastori”.

“Come non considerare poi, proprio da abruzzesi che hanno subito gli effetti nefasti della peronospora che ha annientato la produzione vinicola in vaste aree della regione”, rileva Piccinini, “quanto sia importante l’utilizzo di fitofarmaci che l’Ue vorrebbe drasticamente ridurre. Solo per dirne una, delle misure previste che siamo convinti vadano ridiscusse”.


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