Allergie e intolleranze: boom di test senza valore scientifico

Dott. Pacella "Non buttate soldi, vi prendono in giro e vi tolgono alimenti senza motivo"

di Matilde Albani | 20 Luglio 2020, @07:07 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
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L’AQUILA –  Anche in Abruzzo, sono sempre più le persone che si auto-diagnosticano intolleranze alimentari a gruppi di cibi quali latticini e glutine, trasformando il rapporto con il cibo in ansia e stress. E’ pur vero, però, che il 3-4 per cento dei bambini di età inferiore a tre anni e circa il 3-4 della popolazione adulta soffre di allergie alimentari. Chi si sottopone più a test sono le donne, soprattutto quelle tra i 40 e i 50 anni. I sintomi, effettivamente, sono spesso molto vaghi e di difficile interpretazione, ovvero: problemi intestinali, cefalea, prurito e stanchezza. Segnali del corpo che vengono bollati come causa di allergie. Ce n’è di tutti i tipi: il test citotossico, eseguito sul sangue, che esamina le modificazioni dei globuli bianchi a contatto con un alimento, il test kinesiologico, che valuta le variazioni di forza muscolare, il vega test, che analizza le variazioni di conduttanza della cute. “Non hanno valore scientifico – dice a Laquilablog – il dott. Antonio Pacella, specialista in Scienza dell’alimentazione -, quindi non buttate soldi e usateli per fare una visita medica seria con professionisti validi, invece di regalarli ai numerosi nutrizionisti che vi prendono in giro eliminandovi a turno alimenti senza alcun motivo“.

Quella delle intolleranze è  diventata sicuramente una “moda”, con il mercato  che ovviamente ci lucra, mettendo in commercio strumenti ed esami, spesso non attendibili. Sono pochissimi, infatti, quelli che hanno un reale valore scientifico: solo il test per il lattosio e il test per l’intolleranza al glutine sono stati riconosciuti ufficialmente validi.

 


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