Allergie e Covid, i sintomi da non confondere: parla l’allergologa

di Mariangela Speranza | 19 Aprile 2020 @ 07:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Starnuti, naso che cola, congestione nasale. Sono questi sintomi che, con l’arrivo della primavera, si manifestano in un’altissima percentuale di soggetti. La tipica allergia stagionale che in genere non preoccupa e che si risolve con antistaminici o appositi farmaci, ma che quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, potrebbe generare qualche preoccupazione in più nei pazienti.

La rinite allergica e le difficoltà respiratorie potrebbero infatti confondere e far pensare ai sintomi del Coronavirus o, al contrario, potrebbero anche essere presi alla leggera e nascondere, invece, qualcosa di più grave.

Come saper distinguere dunque i sintomi dell’allergia da quelli del Covid? Lo spiega a L’Aquila Blog la specialista in Allergologia e Immunologia clinica, la dottoressa Ida Parzanese.

Dottoressa, i sintomi potrebbero essere realmente confusi?

In questo periodo, la coincidenza della pandemia da Coronavirus con la stagione pollinica, potrebbe indubbiamente far sorgere dei dubbi sulla natura e la causa di certi sintomi, come starnuti, occhi arrossati, un po’ di tosse. In realtà, chi sa di essere allergico ai pollini conosce bene i propri sintomi, che peraltro possono essere ben controllati attraverso l’uso regolare della terapia normalmente prescritta, a base di steroidi inalatori ed antistaminici.

E chi, invece, è divenuto da poco tempo un soggetto allergico?

In questo caso potrebbe essere più difficile distinguere i sintomi, però alcuni segni potrebbero venire in aiuto: in corso di allergia per esempio non c’è febbre, né i dolori muscolari o la stanchezza che quasi sempre accompagnano l’infezione virale. Nel raffreddore da pollinosi gli starnuti sono numerosi e ripetuti e, tipicamente, l’allergico lamenta prurito alla gola, al naso, al palato, talora agli occhi, se si è in presenza di congiuntivite. Se poi a seguito della somministrazione dell’antistaminico i sintomi migliorano, allora sicuramente non si tratta di infezione da Coronavirus. La tosse, spesso presente, è secca come quella provocata dal virus, ma nell’allergia è generalmente molto meno intensa. Inoltre, la difficoltà respiratoria dell’asma allergico si accompagna spesso a rumori espiratori, simili a sibili, e si risolve prontamente con la terapia antiasmatica broncodilatatrice ed antinfiammatoria. In ogni caso, se si hanno dubbi, è bene consultare il proprio medico oppure ii numero dedicato all’emergenza Covid-19.

Le allergie potrebbero rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo?

Ad oggi, sulla base dei dati epidemiologici disponibili, non ci sono evidenze che le allergie in generale, e le respiratorie in particolare, inclusa l’asma bronchiale, soprattutto se ben controllato, rappresentino un fattore di rischio aggiuntivo di contrarre l’infezione da Coronavirus o di svilupparla in forma più grave.

Alcune forme di asma, invece?

L’asma da moderata a grave, in cui i pazienti hanno bisogno di cure giornaliere, come riportato nel sito del Ministero della Salute, è inclusa nelle condizioni polmonari croniche che predispongono a patologie più gravi.

Come comportarsi quando si è di fronte a queste patologie?

È opportuno innanzitutto che i pazienti si attengano rigorosamente alle disposizioni rivolte a tutta la popolazione e finalizzate al contenimento della diffusione dell’infezione da Coronavirus, tra le quali il non uscire da casa, se non strettamente indispensabile, ed utilizzare le mascherine, misure queste che risultano particolarmente utili e protettive anche nei riguardi dei sintomi da allergia respiratoria da pollini. Molti pazienti sarebbero portati ad interrompere terapie a base di steroidi per via inalatoria nel timore che questa possano esporre ad un rischio maggiore di infezione da Coronavirus o di complicanze, effetti che al stato attuale non hanno trovato riscontro. È invece quanto mai importante che i pazienti allergici in questo periodo proseguano le terapie antiallergiche ed antinfiammatorie prescritte dal medico curante o dallo specialista per diversi ordini di motivi: tenere sotto controllo i sintomi dell’allergia può contribuire a limitare il contagio sia per gli altri, riducendo gli starnuti e la tosse, sia per se stessi, diminuendo il rischio che, a causa del prurito, si sia portati a toccarsi gli occhi e il naso. Sospendere la terapia antiasmatica potrebbe esporre i pazienti a gravi e pericolose riacutizzazioni dell’asma che richiedono l’accesso in pronto soccorso.

 


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