Alla scoperta di Saturnino Gatti durante le giornate FAI d’autunno 2021

di Laura Di Stefano | 25 Ottobre 2021 @ 06:30 | CULTURA
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L’AQUILA – Nel fine settimana del 16 e del 17 ottobre si sono svolte le Giornate FAI d’Autunno, come in tutta Italia anche a L’Aquila, i preparatissimi volontari del Fondo Ambiente hanno permesso di fruire di luoghi non sempre conosciuti ma ricchi di bellezze artistiche e paesaggistiche.

Le opere di Saturnino Gatti sono state alcune delle protagoniste di questa edizione: una, la più conosciuta, nota come la “Cappella Sistina d’Abruzzo”, è la decorazione absidale della chiesa di S. Panfilo a Villagrande di Tornimparte, l’altra, è stata una piacevole scoperta, la decorazione ad affresco della “Crocifissione” nella chiesa di San Menna a Lucoli.  I visitatori sono stati orientati in questo viaggio da giovani volontari e studiosi del luogo, come la professoressa Pina Vecchioli, studiosa e appassionata di Saturnino.

Saturnino Gatti nasce nel 1463 nell’attuale zona di San Vittorino, da secoli zona fiorente di ricchezze artistiche, agli inizi della sua carriera entra a far parte della scuola di un altro maestro locale: Silvestro dall’Aquila. E’ con esso che apprende inizialmente l’arte scultorea, collaborando nella realizzazione di un San Sebastiano ligneo, attualmente conservato al MuNDA.
La ricchezza del genio di Saturnino, si intravede sin dagli inizi, apprende tradizioni artigiane di altissimo livello, come l’oreficeria della vicina zona sulmonese. La sua intraprendenza gli consente di muoversi prima verso Roma, e successivamente, verso la Firenze di Lorenzo il Magnifico. In questi decenni, infatti, L’Aquila, con la stessa zona di San Vittorino, sono crocevia di mercanti, allevatori e artigiani, che attraversando la fiorente Via degli Abruzzi, collegano le zone interne appenniniche con Firenze e Napoli, trasportando lana, tessuti, spezie, e, nel nostro caso, anche prestigiosi artisti. Pare sia stato proprio il viaggio nella corte del magnifico e, addirittura, la vicinanza con il Verrocchio, a permettere a Saturnino di sviluppare tutto il proprio genio e di tornare in patria dipingendo con stilemi nuovi e più rigidi, distinguendosi dall’arte “provinciale” che lo circondava.

Il Ciclo di San Panfilo
Il ciclo di Tornimparte è uno dei più conosciuti e apprezzati d’Abruzzo. Gli affreschi vengono realizzati nell’abside tra 1491 e 1494, molto rimaneggiati nel tempo, nonostante ciò, la bravura del genio non fa fatica a risaltare. Le storie della Passione di Cristo, nelle pareti laterali, vengono racchiuse in una partitura architettonica classica dipinta elegantemente, con un basamento di finti marmi. Sull’arco trionfale è dipinta L’Annunciazione, con una veduta della città, e Dio benedicente. Ai lati vengono rappresentati San Vito e il teologo/filosofo Pietro dall’Aquila, detto Scotellus, originario di Tornimparte, stando forse a rappresentare la dicotomia tra la fede e la ragione. Le storie cristologiche presentano delle figure nerborute, ma allo stesso tempo espressive e delicate, in particolar modo nelle scene del Compianto e della Resurrezione, l’importanza dei sentimenti umani viene resa con intensità e, contemporaneamente, con tenerezza e introversione. Tramite il sapiente utilizzo degli studi sulla luce appresi, inoltre, i panneggi delle figure vengono resi quasi materici, e i paesaggi vengono rappresentati come se fossero circondati da quella atmosfera tersa delle rigide mattine dell’inverno montano.
La volta dell’abside è dipinta come una festa, è presente un enorme figura di Dio Padre circondata da cherubini e, nei registri inferiori, da una moltitudine di angeli che spargono fiori, santi e sante che suonano strumenti del tempo. Sono presenti anche cartigli preziosi, i quali hanno permesso agli studiosi di individuare i canti gregoriani intonati durante le antiche messe.

La Crocifissione di S. Menna.
Proprio per non essere conosciuta dai più, quest’opera è stata fortemente penalizzata anche negli studi e nelle rappresentazioni fotografiche. L’antichissima chiesa dedicata al martire egizio, pare che, precedentemente, fosse un tempio pagano ad una navata unica, poi ampliata e consacrata al culto cristiano. Tutta la piccola chiesa contiene numerose opere di varie epoche e pregevolezza, ma è sulla parete della navata medievale, che si trova la raffigurazione della Crocifissione, dipinta precedentemente al ciclo di Tornimparte. Nell’affresco si distingue la fisionomia scultorea del Cristo e delle figure, abbigliate ai modi del tempo, unitamente ai forti contrasti cromatici, e alla delicatezza dei volti, con forme del viso definite ed espressive. Tutti indizi che hanno permesso agli studiosi di riconoscere e legittimare la mano di Saturnino.

Il percorso artistico di Saturnino non si conclude con Tornimparte, anzi, questi capolavori gli permetteranno di affermare la molteplicità della sua arte nella zona dell’Aquila e del centro Italia, come dimostrano le numerose opere giunte fino a noi.

L’artista morirà nel 1518, lasciando, tra le altre, incompiuta una scultura raffigurante San Sebastiano, ed è emozionante notare come una delle sue prime opere in assoluto, nella bottega di Silvestro dall’Aquila, fu proprio un San Sebastiano.

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