Alesse: la ministra Messa all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Univaq

Cerimonia a febbraio 2022 all'auditorium della GdF

di Redazione | 23 Dicembre 2021 @ 17:22 | EVENTI
Edoardo Alesse
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L’AQUILA – La ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa parteciperà all’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Ad annunciarlo è stato il Rettore UnivAQ Edoardo Alesse nel corso di un’intervista realizzata per rivolgere i saluti e gli auguri di fine anno al personale docente e tecnico-amministrativo di ateneo e agli studenti e alle studentesse.

La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, ha spiegato Alesse, si svolgerà in presenza, se la situazione epidemiologica lo consentirà, a metà febbraio all’interno dell’auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila, che nel 2022 compirà 30 anni. “Tra la Scuola e la nostra Università” ha spiegato Alesse “esiste da tempo un rapporto di profonda e proficua collaborazione. Il nostro Ateneo, inoltre, sarà sempre riconoscente alla Guardia di Finanza per tutto quello che ha fatto dopo il terremoto. Proprio in virtù di questi legami, e dell’anniversario dell’istituzione della Scuola Soprintendenti dell’Aquila, abbiamo ritenuto giusto condividere l’inaugurazione del corrente anno accademico. Una scelta coerente anche con la volontà di uscire dai nostri confini, di pervadere e contaminare il territorio, che è lo spirito che ogni accademia deve avere”.

Il 2022, ha annunciato Alesse, sarà un anno molto importante per UnivAQ, ripartita già da settembre con le lezioni in presenza: “Abbiamo adottato dei protocolli che consentono ai nostri studenti e alle nostre studentesse di frequentare le lezioni in tutta sicurezza, attivando la Dad per alcune categorie specifiche, come gli studenti disabili, gli studenti stranieri e quelli con fragilità socio-economiche”.

Sul fronte interno, ha anticipato Alesse, nel 2022 saranno recuperati alcuni importanti spazi, come il centro congressi di S. Basilio: “Contiamo di riappropriarci di questo luogo così importante e simbolico non solo per l’ateneo ma per la città intera dopo l’estate. Con molta fatica, siamo riusciti a rimettere in moto anche alcuni progetti che, causa Covid, si erano fermati, come i lavori di ricostruzione dell’ex convento di Roio, che ospitava la sede della facoltà di Economia, e quelli di realizzazione del laboratorio di sismologia, che sorgerà sempre nel Polo didattico di Monteluco di Roio ”.

Altro obiettivo che verrà auspicabilmente raggiunto il prossimo anno, ha preannunciato Alesse, è l’apertura del collegio universitario Ferrante D’Aragona, che sarà gestito dall’omonima fondazione di cui UnivAq, com’è noto, fa parte insieme a Comune dell’Aquila e Gran Sasso Science Institute: “L’intento è di mettere a disposizione gli alloggi per gli studenti per l’inizio dell’anno accademico 2022/2023. In queste settimane stiamo completando la ricognizione degli spazi, che ovviamente dovranno anche essere arredati e funzionalizzati per erogare tutti i servizi che il collegio dovrà fornire, oltre a quello della residenzialità”.

Il 2022, ha concluso Alesse, sarà un anno di intense sfide anche sul fronte della ricerca e dell’innovazione.

Ci saranno anzitutto le opportunità che deriveranno dai fondi del Pnrr ma anche quelle di altri bandi pubblici, come l’avviso sugli ecosistemi d’innovazione per il Sud, indetto dall’Agenzia della Coesione territoriale. E’ un bando al quale l’Università degli Studi dell’Aquila ha risposto presentando, insieme ad altri partner, sia pubblici (tra questi, il Comune dell’Aquila e il Cnr) che privati, un progetto per la riqualificazione della ex scuola Reiss Romoli.

“Il bando” ha osservato Alesse “mira proprio al recupero di strutture dismesse collocate in aree urbane marginalizzate. Il progetto che abbiamo presentato in partnership anche con la proprietà dell’area, vorrebbe fare della ex Reiss Romoli un luogo dove l’Università, con la sua attività di ricerca, e le aziende, con le loro competenze e le loro capacità di valorizzare i risultati della ricerca, possono trovare un’occasione di incontro e confronto”.


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