L’AQUILA – Alla Libreria Colacchi si è parlato di libri, di gioco e di lettura attiva. Ieri pomeriggio Alberto Orsini ha presentato Natale con Sherlock Holmes, il suo nuovo librogioco pubblicato dalla Plesio Editore di Giordana Gradara, casa editrice riferimento per gli appassionati del genere, in una conversazione che si è mossa con naturalezza tra l’Orsini autore e l’Orsini giornalista, entrambi osservatori attenti della realtà.
Da qui il racconto è scivolato facilmente sulla storia del libro a bivi: i primi esperimenti degli anni Settanta, il successo degli anni Ottanta e Novanta, il successivo ridimensionamento con l’esplosione del videogaming. Un percorso che, ha spiegato Orsini, negli ultimi dieci anni ha trovato nuove strade, accompagnato da un’evoluzione profonda del linguaggio narrativo e delle dinamiche di gioco.

Il librogioco di oggi non affida più il suo esito alla fortuna, ma alla capacità del lettore di osservare, ragionare e collegare indizi. La componente ludica diventa cognitiva, mentre la scrittura si fa più densa e strutturata. È questo equilibrio tra narrazione e gioco che attraversa Natale con Sherlock Holmes.
Il volume propone tre racconti diversi ma legati da un medesimo immaginario. L’inedito “L’ombra di Leonida”, la rilettura de “La Lega dei Capelli Rossi” di Arthur Conan Doyle e “Natale in casa Lestrade”, omaggio a Eduardo De Filippo, ambientano l’indagine in una Londra vittoriana ricostruita con cura. A fare da filo conduttore è Rebecca Grace Hurley, investigatrice e protagonista femminile, scelta narrativa non scontata che amplia lo sguardo sul canone holmesiano.
Nel corso dell’incontro si è riflettuto anche sul pubblico del librogioco oggi: un genere che continua a parlare agli appassionati storici, ma che si rivela efficace anche per avvicinare alla lettura i più giovani e chi ama il noir classico. Le letture di Alessia Di Giovacchino hanno accompagnato il pubblico dentro le atmosfere delle storie, mentre il dialogo con Alessio Ludovici ha scandito i diversi passaggi della conversazione.
Una piccola strenna natalizia che sembra fatta apposta per una L’Aquila invernale, sempre capace di ricordare la Londra vittoriana grazie al suo freddo pungente, al fumo dei comignoli, alle vetrate appannate lungo le strade del centro storico.









