Alberto Farina chiude la Stand up Comedy del TSA col pienone di risate

di Eleonora Iacobone | 17 Aprile 2024 @ 05:00 | CULTURA
alberto farina
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L’AQUILA – Lo abbiamo conosciuto grazie al programma televisivo “Colorado” di cui negli anni è diventato un pilastro. Il comico romano Alberto Farina chiude la seconda stagione della Stand Up Comedy del Teatro Stabile d’Abruzzo con il suo spettacolo “Non è colpa mia se so così”.

Noto per la sua semplicità e per la comicità tagliente, a tratti surreale, data anche dal suo aspetto un po’ selvaggio che ricorda i ragazzi di periferia degli anni ’70, ha trasformato il Ridotto del Teatro Comunale in un coro di risate.

Protagonisti sono gli aneddoti di vita dell’attore, diplomatosi all’Accademia teatrale “Ribalte” di Enzo Garinei, e della sua stravagante famiglia. L’infanzia nella periferia romana è stata per Alberto Farina motivo di ispirazione pittoresca. Non mancano i racconti della sua vita di coppia, del suo lavoro, prima e dopo il successo e, come da indole d’attore, di quel suo impiego presso un call center dal quale venne licenziato perché “parlava troppo al telefono”.

Un particolare della sua comicità è sicuramente l’introduzione di luoghi immaginari che fanno da sfondo alle avventure del comico romano: “Cupinio”, località inventata, presumibilmente in zona Lavinio, e “Tornioranza”, quartiere della città di Roma, dove faide e malavita sono all’ordine del giorno.

Ma anche zie, zii, cugini, il padre medico e la madre professoressa, diventano tutti attori delle avventure di Alberto che diviene così l’uomo con la famiglia più grande al mondo: “Siamo ‘na famijia proprio strana!”. Una famiglia strana e numerosa, che ha radici antiche e avi lontanissimi, persino al tempo di Gesù.

Sottolinea più volte la sua diversità da loro, come fosse una specie di pecora nera, la stessa che ha rovinato il matrimonio di un amico per colpa di quei muffins fatti con le coltivazioni del suo balcone, ma si giustifica così: “Non è colpa mia se so’ così!”.

Parla delle battute tagliate nei suoi show televisivi, di quelle querelate da diverse associazioni, e di quelle suggerite dalla madre, maestra di black humor.

Alla fine dello spettacolo, approfitta della calorosa presenza e disponibilità del pubblico per girare un video di promozione per la prossima data a Lavinio, il 5 maggio – data manzoniana, dice –, che pare sia a corto di prenotati. Al primo ciak sbaglia la domanda, al secondo il telefono era in modalità foto, al terzo, finalmente, ce la fa!

La gente ride, ride tanto. La stagione della Stand Up Comedy del TSA chiude così col pienone di risate e il commento all’uscita, nonostante fossimo a L’Aquila, è stato: “Farina me fa proprio tajià!”.

Aò, ma qualcuno a Pavona ha prenotato alla fine?


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