Il Festival Danza “I Cento Passi” diretto da Loredana Errico e Amalia Salzano conclude l’edizione 2025 con un evento speciale La danza per la pace preventiva – una creazione firmata dalla Daniele Cipriani Entertainment con la direzione artistica di Anna Lea Antolini – che indaga il gesto come strumento di diplomazia poetica e responsabilità collettiva, richiamando al soft power e all’incontro tra i popoli.
La performance mette in relazione corpi, spazi e comunità, costruendo un percorso coreografico che attraversa tensioni, fragilità e possibilità di incontro. I due ballerini del Teatro dell’Opera di Roma Eugenia Brezzi e Jacopo Giarda compongono una trama di movimenti che si fa metafora di un equilibrio da proteggere: la pace non come esito, ma come pratica quotidiana, fatta di ascolto, cura e scelte condivise.
L’azione scenica è accompagnata dalla proiezione del video EIFLES | SELFIE in cui Michelangelo Pistoletto legge Il Canto della Pace Preventiva sulle immagini dell’opera Il Terzo Paradiso, simbolo universale di rigenerazione e coesistenza armonica tra natura, artificio e umanità.
L’immagine del segno trinamico diventa matrice visiva e concettuale della performance: un invito a superare la logica del dualismo e a generare un nuovo spazio di relazione, dove il conflitto può essere prevenuto attraverso la consapevolezza e la cooperazione.
In questo dialogo tra danza e arte contemporanea, la scena si trasforma in un laboratorio di futuro possibile. Il pubblico è chiamato a partecipare a un’esperienza immersiva che intreccia estetica e etica, restituendo alla danza il suo ruolo originario: un linguaggio capace di unire, trasformare e aprire varchi di pace nel presente.
Poter presentare questa danza di buon auspicio in sinergia visiva con il pensiero dello stesso Pistoletto a L’Aquila, nominata Capitale della Cultura 2026, subito dopo il Rebirth-day del 21 dicembre che celebra la rinascita collettiva promossa dalla Cittàdellarte oasi di pace, e qualche giorno prima delle festività natalizie, ha una valenza che travalica l’esperienza artistica trasformandosi in un’esperienza sociale che abbraccia tutta l’umanità.









