Airbag a rischio e richiami Citroën. Codici offre assistenza agli automobilisti

Interviene in merito anche Federconsumatori

di Redazione | 08 Giugno 2024 @ 05:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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L’associazione Codici ha avviato un’azione volta a tutelare gli automobilisti dopo i richiami di Citroën sugli airbag a rischio.

C’è preoccupazione ed anche confusione tra i proprietari dei due modelli Citroën che la casa automobilistica ha richiamato per motivi di sicurezza. Si tratta delle vetture C3 e DS3, prodotte tra il 2009 ed il 2019 in diversi Paesi, tra cui l’Italia. In tutto sono oltre 600mila i veicoli per cui è arrivato lo stop in quanto, in caso di incidente, l’airbag potrebbe gonfiarsi ed esplodere, con possibili conseguenze per le persone a bordo, a causa di un possibile difetto riscontrato nei dispositivi, in particolare per il rischio di deterioramento nel tempo del propellente interno.

“La comunicazione ricevuta dai proprietari dei modelli richiamati ha destato grande preoccupazione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, perché rispetto ad altri casi simili in cui si suggerisce di portare l’auto a riparare, qui c’è l’indicazione netta di sospendere immediatamente la guida del veicolo. Il problema è che diversi automobilisti lamentano la difficoltà di prenotare un appuntamento in officina ed i tempi di attesa per le riparazioni sono particolarmente lunghi. Questo sarebbe dovuto alla carenza dei componenti necessari per effettuare l’intervento sugli airbag. Vista la gravità della situazione, perché parliamo di veicoli che non possono essere utilizzati per motivi di sicurezza e, quindi, di automobilisti che si ritrovano senza il proprio mezzo, ci siamo attivati per fornire assistenza ai proprietari dei modelli Citroën richiamati dalla casa. I disagi che stanno subendo sono notevoli, bisogna sbloccare questo stallo e velocizzare i tempi di intervento. C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione, tutt’altro che secondario: come portare l’auto in officina. Se guidare il veicolo è pericoloso, dovrebbe essere la casa automobilistica a provvedere al trasporto del mezzo per motivi di sicurezza”.

I proprietari dei modelli C3 e DS3 che hanno ricevuto la lettera di richiamo da parte di Citroën e hanno difficoltà nell’ottenere la sostituzione dell’airbag possono rivolgersi all’associazione Codici scrivendo all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org o contattando il numero telefonico 065571996.

Anche Federconsumatori si è espressa in merito

“Sono passate alcune settimane da quando la Federconsumatori ha chiesto alle aziende automobilistiche coinvolte dal caso degli airbag difettosi (prodotti dalla società Takata) un incontro urgente per affrontare le numerose criticità e i disagi di cui i cittadini sono vittime.

Nel frattempo, tantissime sono state le segnalazioni da parte degli utenti coinvolti, che riguardano ormai numerose case automobilistiche, tra le quali, oltre alla citata Citroën, la DS Automobiles, Volkswagen, Nissan, Seat, Skoda e Audi.

Sarebbe utile, in tal senso, che il Ministero dei Trasporti pubblichi nell’apposito albo dei richiami tutti i modelli di auto coinvolti; non ci si spiega francamente perché non sia stato ancora fatto”.

“La Federconsumatori ha inviato formale invito al Ministro affinché si provveda alla pubblicazione, nonché invitandolo a farsi promotore delle istanze dei moltissimi consumatori coinvolti nei confronti delle società che hanno attivato le campagne di richiamo, al fine di assicurare ai cittadini la migliore tutela e il ristoro dei disagi e dei danni che stanno subendo.

I cittadini, esasperati dall’attesa e dall’impossibilità di utilizzare la propria auto chiedono a gran voce di ottenere il riconoscimento dei propri diritti, per questo abbiamo chiesto alle società di provvedere, in attesa della sostituzione del pezzo, alla fornitura di un’auto sostitutiva o al rimborso del noleggio di un’automobile.

È del tutto impensabile che i cittadini coinvolti debbano sommare al disagio di non poter utilizzare la propria auto, anche l’onere di procurarsene e pagarne un’altra”.

“Per questo La Federconsumatori Aps Abruzzo invita tutti i cittadini coinvolti a rivolgersi alle nostre sedi e, in ogni caso, a conservare tutti gli eventuali giustificativi delle spese sostenute per sopperire al mancato utilizzo della propria automobile: ricevute di taxi, del noleggio auto, del car sharing o dell’abbonamento ai mezzi pubblici.

È necessario ed urgente, inoltre, risolvere la questione relativa alla circolazione dei mezzi coinvolti: se, con la lettera di richiamo, la casa automobilistica invita gli utenti a sospendere immediatamente la guida del veicolo, non può pretendere poi che, a bordo del suddetto veicolo, l’automobilista si rechi presso l’autofficina autorizzata. È una contraddizione lapalissiana, evidente, che suona quasi come una presa in giro per i cittadini coinvolti. Per questo sarebbe doveroso, da parte delle case automobilistiche, il prelievo del veicolo con un carro attrezzi per provvedere al trasporto presso le autofficine autorizzate”.

“In attesa di risposte da parte delle aziende, che non mancheremo di sollecitare, stiamo studiando ogni iniziativa, anche di carattere legale, utile a tutelare i diritti dei cittadini coinvolti da questa vicenda”, conclude Federconsumatori in un comunicato.


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