Adsu L’Aquila, Pietrucci: “Indice di una politica fallimentare il reintegro della Di Salvatore”

di Redazione | 22 Dicembre 2023 @ 12:35 | POLITICA
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L’AQUILA – “Uno schiaffo in faccia di quelli da lasciare il segno! La reintegra di Paola Di Salvatore  a Direttore dell’ADSU, decisa dal Giudice del Lavoro del Tribunale dell’Aquila, sancisce il fallimento della gestione politica dell’Azienda per il Diritto allo Studio dell’Università dell’Aquila -lo afferma il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci – e conferma la giustezza della mia e nostra battaglia a fianco degli studenti e con l’UDU e a sostegno dei lavoratori con la CGIL, fino a denunciare le omissioni, le inadempienze e le illegittimità agli organi giudiziari della Procura e della Corte dei Conti.

Non è tollerabile la gestione vergognosa di un’Azienda così importante per la città dell’Aquila: l’ADSU è senza Presidente, adesso con un Direttore reintegrato ma su cui già si annuncia ricorso e, soprattutto, con una totale assenza di attività e servizi che gli studenti hanno ancora pochi giorni fa contestato: lo studentato di Cansatessa (scelta assurda e senza chiarezza sulla vulnerabilità sismica) non ha collegamenti col centro cittadino, la mensa annunciata ancora non apre”.

“Per non parlare della decisione di utilizzare una sede in centro – continua Pietrucci – (mentre la struttura ubicata nel Nucleo industriale di Pile giace chiusa e inutilizzata) e della documentazione sugli atti dell’Ente che ancora non mi viene completamente consegnata. Insomma un caos indecente.

Avevamo chiesto le dimissioni della Morgante. Ma la ex Presidente, si è sottratta alle sue responsabilità per candidarsi alla Regione, Marsilio non sa che pesci prendere e i consiglieri regionali di destra aquilani confermano la loro inconsistenza, inutilità e complicità con questo scempio. Serve il commissariamento dell’Ente per restituire un briciolo di funzionalità all’Azienda. L’Università, gli studenti, L’Aquila meritano molto di più. E noi andremo fino in fondo a questa battaglia di dignità e di giustizia” – conclude –


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