Adriano Garcia: “Il Mental Coach, motivatore e figura di supporto all’interno della società”

di Giovanni Chilante | 12 Febbraio 2024 @ 06:00 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
Foto Mental coach
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L’AQUILA – “Ci vuole un fisico bestiale..”, così recitava un vecchio motivetto musicale in voga nei primi anni novanta. La fortunata canzone di Luca Carboni già lasciava presagire uno status necessario per affrontare gli urti della vita rispetto ad una società sempre più arrembante e dai ritmi frenetici. A distanza di trent’anni il concetto si è naturalmente rafforzato con abitudini, usi e costumi ancora più accelerati e con un quotidiano scandito dall’ingombrante presenza di internet, social, intelligenza artificiale e tutto quello che conosciamo. Tra le novità degli ultimi anni, da segnalare la figura del Mental Coach, figura esperta nel complesso mondo delle relazioni e capace di supportare liberi professionisti, sportivi di alto livello, persone comuni, insomma un punto di riferimento a quanto pare significativo per una galassia trasversale ed eterogenea. Ne parliamo di seguito con Adriano Garcia, già presente da diverse settimane all’interno delle rubriche di L’Aquila Blog con interessanti spunti sull’alimentazione, sull’uso degli integratori e sull’attività fisica. Adriano Garcia è uno psicologo ma possiede anche la qualifica di Mental Coach… in una società che tutto centrifuga senza soluzione di continuità, proviamo a saperne qualcosa di più!

Chi è il Mental Coach e di cosa si occupa?

La figura che ricopro, ossia il Mental Coach, è una figura professionale che si occupa di innalzare i livelli di motivazione, di un singolo o di un gruppo, al fine del raggiungimento o miglioramento di una performance riguardante la sfera privata, sportiva o lavorativa. Vi accompagnerò alla scoperta di nuove risorse aiutandovi a massimizzare il vostro potenziale stimolando la riflessione e aumentando il vostro senso di autoefficacia. Il Mental Coach si occupa della prestazione tenendosi a distanza da logiche di tipo psicologico o patologico.

Nell’ambito sportivo, qual è l’importanza del Mental Coach e quanto può incidere sulla prestazione dell’atleta?

Il Mental Coach gioca un ruolo fondamentale nell’ ”Inner Game” ossia la partita interiore che si svolge dentro ciascun atleta. Timothy Gallwey uno dei “padri” del coaching diceva: “C’è sempre un gioco interiore in corso nella nostra mente, non importa in che altro gioco siamo impegnati. Il modo in cui lo affrontiamo è quello che spesso fa la differenza tra il nostro successo e il nostro fallimento.”

Il servizio di Mental Coaching nell’ambito sportivo è sempre più diffuso, soprattutto in quello professionistico e agonistico. Tramite tecniche specifiche allenare la mente è come trasformarla in un trainer interno che aiuta a realizzare voi stessi, acquisire una mentalità vincente e raggiungere i vostri obbiettivi.

Ci sono particolari categorie nella società che si rivolgono ad un Mental Coach?

Le categorie della società che si rivolgono ad un Mental coach sono molteplici e appartengono all’area Life, Sport e Business, pertanto potremmo fare del coaching su una coppia con problemi personali, su uno sportivo che vuol aumentare la propria performance per raggiungere il proprio sogno o su un imprenditore che vuol moltiplicare i propri profitti o gestire il cambiamento organizzativo in azienda.

4. Qual è la differenza tra un Mental Coach ed uno Psicologo?

Lo psicologo si occupa di processi mentali, cognitivi e comportamentali. La sua attività è focalizzata su prevenzione, diagnosi, intervento, sostegno e consulenza psicologica, promozione della salute. Il mental coach non si occupa di questo, è determinato sugli obbiettivi futuri, è un facilitatore di processi che aiuta ad innalzare la motivazione e il senso di autoefficacia. Il coaching è un percorso formativo che ha come fine la crescita personale e non ha nulla a che vedere con la terapia. Può in alcuni contesti anche supportarla, ma assolutamente non la sostituisce.

Qual è il corso di studi necessario per ottenere questa qualifica?

Per diventare Mental Coach bisogna svolgere un percorso accreditato e riconosciuto da un’associazione di categoria, in modo tale da certificare che le ore e il percorso sia stato effettuato secondo il codice Etico e Deontologico. Inoltre per ottenere la “certificazione” bisogna iscriversi ad apposite associazioni che rilasciano attinenti titoli speciali. Mental Coach non ci si improvvisa, e prima di intraprendere la professione occorre seguire un lungo percorso formativo per acquisire le “soft skills”, ossia le abilità necessarie per svolgere la professione. Personalmente prima di approcciarmi a questa realtà, pur già essendo un personal trainer, ho preferito frequentare corso universitario in ambito psicologico e laurearmi, in modo tale da avere tutti gli “strumenti” per operare nel modo più completo nel mondo del coaching, trovando grande giovamento nel rapporto interpersonale con i clienti e nelle sessioni.


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