Adelante, con juicio! Riparte la macchina della Giustizia

Avv. Gian Luca Totani (presidente Camera Penale L'Aquila)

di Redazione | 10 Maggio 2020 @ 06:30 | LA LEGGE E LA DIFESA
Tribunale
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L’AQUILA – Troppi sono stati 60 giorni di sostanziale sospensione dell’esercizio della Giurisdizione. Dal 12 maggio, allorquando finirà il periodo di sospensione dei termini e potranno essere di nuovo celebrate udienze, l’attività giudiziaria riprenderà su tutto il territorio nazionale.

C’è però molta confusione su cosa e come si potrà fare nei palazzi di giustizia; colpa di un Legislatore arruffone che ha demandato ai capi dei singoli degli Uffici -per il periodo 12/5-31/7- la facoltà di diramare “linee guida per l’adozione di misure organizzative necessarie al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario ed i contatti ravvicinati tra le persone” che si sono sostanzialmente tradotte nel vecchio proverbio “paese che vai, usanza che trovi”.

L’AQUILA – E allora proviamo a fare un po’ di chiarezza, almeno per quanto riguarda la nostra città, avendo a mente che -solo a Via XX Settembre n° 68- vi sono la Corte di Appello (civile e penale), la Procura Generale, il Tribunale (civile e penale), la Procura ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e dovendo tacere, per ovvie ragioni di sintesi, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale per i Minorenni, la Corte dei Conti, il TAR, le Commissioni Tributarie e il Giudice di Pace.

Se per i giudizi civili la regola fondamentale sarà quella della trattazione scritta ed in via telematica delle udienze (salvo casi specifici in cui le udienze potranno tenersi attraverso applicativi per i collegamento da remoto, ovvero in presenza delle parti dinanzi il giudice) le cose avranno articolazione diversa per i processi penali; ciò in virtù della norma (introdotta con decreto legge il 30 aprile scorso anche grazie alla mobilitazione politica promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane) per cui non è più possibile -se non con il consenso del difensore- procedere ad assunzione di prove orali o a discussioni da remoto.

Dinanzi la Corte di Appello, da martedì, torneranno quindi a celebrarsi udienze -a porte chiuse per evidenti ragioni di sicurezza e secondo fasce orarie differenziate al fine di evitare assembramenti fuori e dentro l’aula- che abbiano ad oggetto prevalentemente imputati detenuti o sottoposti a misure di sicurezza personali o patrimoniali ma anche imputati liberi, secondo i criteri di priorità previsti dall’art. 132 bis del codice di procedura penale (ad esempio processi per reati di criminalità organizzata ovvero crimini sessuali); ovviamente i presenti saranno tenuti ad indossare i DPI (guanti e mascherine).

Maggiormente differenziata sarà la gestione delle udienze del Tribunale penale.

All’esito di una franca e serrata interlocuzione tra Procura, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Camera Penale, è stato raggiunto un punto di equilibrio tra le diverse istanze e sono stati scongiurati due pericoli che incombevano: il rinvio tout-court di ogni procedimento (fatte salve le eccezioni normativamente previste) e la trattazione da remoto -se non con il consenso dei difensori- di udienze ove sia prevista l’assunzione di testimonianze o la discussione.

In questo scenario le direttrici che saranno seguite sono essenzialmente le seguenti:

UDIENZE DIBATTIMENTALI

Saranno selezionati procedimenti con un numero di imputati non superiore a 3 che non prevedano attività di istruttoria orale e saranno trattati in presenza, salva la possibilità per il difensore di chiedere la trattazione da remoto.

I processi con imputati detenuti saranno trattati normalmente con il collegamento in videoconferenza.

UDIENZE GIP/GUP

Saranno selezionati procedimenti con un numero di imputati non superiore a 3 che non prevedano attività di istruttoria orale e saranno trattati attraverso una prima udienza da remoto durante la quale il difensore potrà scegliere se optare per la discussione in presenza; in questo caso il procedimento sarà rinviato in giornata o ad altra data quanto più prossima possibile.

I processi con imputati detenuti saranno trattati normalmente con il collegamento in videoconferenza.

UDIENZE DI CONVALIDA DELL’ARRESTO E DEL FERMO, ORDINE DI ALLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE; GIUDIZI DIRETTISSIMI

Si terranno da remoto, come da protocollo già stipulato, se le parti acconsentono ovvero in presenza.

MISURE DI PREVENZIONE

Si tratteranno in presenza, secondo lo schema dibattimentale, a richiesta delle parti.

RIESAMI/APPELLI CAUTELARI

Si tratteranno -a richiesta delle parti- da remoto, come da protocollo già in atto, con il consenso dell’interessato o del difensore, altrimenti in presenza.

INCIDENTI DI ESECUZIONE

Saranno comunque trattati quelli in cui il condannato è detenuto ovvero a richiesta della parte se libera.

Sarà seguito lo schema di trattazione valido per le udienze GIP/GUP.

***

Per ogni tipologia di udienza è previsto che la calendarizzazione venga comunicata con almeno 5 giorni di anticipo e le udienze seguiranno -al fine di evitare assembramenti ed attese inutili- l’ordine di chiamata prestabilito.

Ogni Ufficio, inoltre, ha predisposto un proprio URP attraverso il quale gli avvocati potranno accedere -previo appuntamento- ai fascicoli; sui siti istituzionali di Corte di Appello, Procura Generale, Tribunale, Procura ed Ordine degli Avvocati è possibile trovare ogni genere di informazione.

RIFLESSIONE – Si tratta di una buona base di partenza per il lavoro non solo dei prossimi mesi: abbiamo auspicato da subito l’adozione di buone pratiche che permettano -non solo durante l’emergenza- di gestire il tempo e lo spazio all’interno del palazzo di giustizia con profitto e rispetto degli altri.

La direzione intrapresa è quella buona; occorrerà vigilare attentamente per evitare rigurgiti di quella tendenza alla smaterializzazione delle persone dal processo cui abbiamo sempre contrapposto la necessità di smaterializzare gli atti perché crediamo fermamente che vadano svuotate le cancellerie dal pubblico e vadano giudiziosamente riempite le aule di udienza.

Ed in questa prospettiva abbiamo avuto come “stelle polari” il diritto di difesa ed un modello di organizzazione che possa resistere anche in futuro.
Si poteva fare meglio? Probabile.
Poteva andare peggio? Sicuro.
Si potrà migliorare? Certo.
Ma una cosa sola è indiscutibile: chi non tira i rigori non li sbaglia.
Da dietro il monitor fanno tutti gol spiazzando il portiere.


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