“Addì undici d’Abrile”, buon compleanno L’Aquila

di Alessio Ludovici | 11 Aprile 2021 @ 08:08 | RACCONTANDO
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – La data è di Buccio di Ranallo, “addì 11 d’aprile fo el primo fonnamento”, 755 anni da quel giorno. Sarebbe più corretto dire la prima ricostruzione, quella angioina che comincia dal 1266, dopo la distruzione del 1259 ad opera di Manfredi del primo insediamento nato nel 1254. Una giornata che in passato si è anche cercato di valorizzare, grazie all’impegno di associazioni culturali e di rievocazione storica. 

Una nascita travagliata. Sono dei primi anni del Duecento i primi tentativi degli abitanti dei castelli che stanchi delle vessazioni si rivolgono ai grandi regnati dell’epoca per essere autorizzati a costruire una nuova città. Nel 1253, secondo la tradizione, è infine Corrado IV figlio di Federico II di Svevia a concedere il permesso di edificare la nuova città. Ma qualche anno dopo, perso il sostegno imperiale, Manfredi, successore di Corrado IV distrugge la città. Sarà quindi gli angioini, con Carlo d’Angiò, a permettere di riedificare la città a partire dal 1266. 

Se c’è incertezza su chi abbia concesso il privilegio, non ce n’è alcuna sul ruolo decisivo degli aspiranti aquilani, abitanti nei castelli della conca e sulla loro volontà di affrancarsi dal potere feudale. Così dopo la distruzione di Corrado, gli aquilani acquistano da Carlo d’Angiò il privilegio di costruire una cinta muraria. Di lì a poco nasce L’Aquila come la conosciamo oggi, con la sua suddivisione in Quarti e locali, cioè rappresentazioni del territorio extramoenia dentro le mura. “Vi racconterò dell’Aquila, Magnifica città – cantava anche Buccio sulla prima fondazione del 1254 – e di coloro che la crearono con grande tenacia: per non essere sottomessi vollero la libertà”.


Print Friendly and PDF

TAGS