Accordo Univaq-Harvard: una borsa di studio in ‘network medicine’

A finanziarla è l'imprenditore italo-americano Carlo Ruggeri, originario della frazione Torre di Cagnano Amiterno: "Volevo fare qualcosa per la mia terra e per la mia città"

di Marianna Gianforte | 04 Febbraio 2023 @ 05:29 | ATTUALITA'
ruggeri
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L’AQUILA – “Non mi sono mai sentito un migrante, e Torre di Cagnano è e resterà la mia terra, lì ho le mie radici”. L’idea dell’imprenditore italo-americano di origini aquilane, o meglio, cagnanesi, Carlo Ruggeri, emigrato negli Stati Uniti quando aveva poco più di 20 anni, era di lasciare un segno tangibile e utile alla sua terra dopo aver avuto molto dalla vita e dalla carriera: pensare al futuro dei giovani universitari dell’Aquila è subito sembrato il modo migliore. Ed è così che nasce la ‘Ruggeri research fellowship in network medicine’.

L’Università dell’Aquila formalizzerà un accordo con la Medical School dell’Università di Harvard, negli Stati Uniti, grazie al quale ogni anno i propri studenti e le proprie studentesse iscritti ai corsi di laurea delle aree scientifiche e bio-medicali potranno frequentare un semestre nel laboratorio diretto dal professor Joseph Loscalzo, cardiologo di fama mondiale, anche lui di origini italiane, direttore del dipartimento di Medicina e chief doctor al Brigham and Women’s Hospital, nonché titolare della Cattedra Hersey in Teoria e pratica della medicina presso la Harvard Medical School – e fare ricerca nel settore della Network Medicine. Tutto ciò sarà possibile grazie alla filantropia di Ruggeri, che finanzierà, grazie alla fondazione della sua famiglia, una borsa di studio (fellowship) di cui potranno usufruire gli studenti e le studentesse dell’università dell’Aquila e che porterà il suo nome. 


 
A presentare l’accordo sono stati, ieri mattina in una conferenza stampa a palazzo Camponeschi, oltre all’imprenditore Ruggeri, il rettore Edoardo Alesse, il direttore generale Pietro Di Benedetto, il prorettore delegato per gli Affari internazionali Bruno Rubino, il professore di Fisica della materia al dipartimento di Scienze fisiche e chimiche e già prorettore delegato Antonio Mecozzi.

“L’idea mi è venuta perché volevo sostenere questa nuova branca della medicina chiamata Network Medicine, di cui è pioniere il mio amico Joseph Loscalzo, titolare della cattedra di Cardiologia a Harvard, e al tempo stesso volevo realizzare qualcosa di concreto per l’Università dell’Aquila, l’università della mia città, dove ho anche studiato – ha raccontato Ruggeri -. Il rettore Alesse, i professori Rubino e Mecozzi e tutto l’ateneo si sono subito dimostrati entusiasti e disponibili ad accogliere la mia proposta, dando prova di modernità e apertura mentale. Per ora partiremo con la borsa di studio ma il mio intento è quello di sviluppare ulteriormente questa collaborazione, allargandola magari ad altri campi”.

“Questa borsa è rivolta principalmente a studenti e studentesse di area biomedica ma non esclude tutte le altre specializzazioni, dall’ingegneria alla fisica, dalla chimica alla matematica, per cui, nel bando che emaneremo a breve, daremo la possibilità di fare domanda anche a coloro che afferiscono a questi corsi di studi. Il nostro auspicio è che questo sia solo il primo tassello di una collaborazione che vorremmo ampliare e rafforzare ulteriormente, mettendo a disposizione anche le nostre risorse per essere sede ospitante di scambi con gli Stati Uniti”, ha spiegato Alesse.

La ‘Network medicine’ è un approccio complesso allo studio delle malattie che spera di comprendere più profondamente le differenze nel modo in cui le malattie sono espresse nei singoli pazienti, prendendo in considerazione le diverse interazioni complesse tra tutte le molecole che creano il ‘fenotipo della malattia’, ovvero il modo in cui la malattia si manifesta, e presta attenzione proprio a quelle caratteristiche molecolari e cliniche che distinguono il modo in cui la malattia si manifesta in ogni singolo paziente. Questo permette di identificare obiettivi terapeutici unici che possono ottimizzare le conseguenze funzionali di qualsiasi intervento.

Carlo Ruggeri è nato a Torre di Cagnano Amiterno, in provincia dell’Aquila, e vive negli Stati Uniti da quando aveva 23 anni. Dopo essersi diplomato al liceo Classico Cotugno dell’Aquila e aver completato all’università dell’Aquila il biennio di Medicina, si trasferisce negli Stati Uniti, dove frequenta il Rhode Island College, laureandosi in Tecnologia medica. Dopo una breve carriera accademica e un’esperienza ospedaliera, inizia a lavorare nel campo dell’industria dei medical devices, ricoprendo diverse posizioni manageriali e amministrative in aziende multinazionali come Gilford Instruments, Ciba-Corning e Sclavo, del gruppo Enichem. Nel 1987 fonda la Vega Biomedical, azienda specializzata in diagnostica che in seguito verrà acquisita dalla Elan Pharma, multinazionale farmaceutica di cui lo stesso Ruggeri diverrà presidente della divisione prodotti diagnostici. Dopo aver avviato una nuova esperienza imprenditoriale nel settore investimenti in Private Equity con la fondazione Trevi Health Ventures, nel 2010 fonda la Alcor Scientific, una delle società più importanti a livello mondiale nel campo della diagnostica. Di recente l’azienda è stata venduta parzialmente a un importante Private Equitiy Fund. Pur continuando a essere attivo nel campo dei medical divices, oggi Ruggeri si dedica principalmente al management della Torre Hldings, che gestisce gli investimenti e le attività filantropiche della sua famiglia. Insieme a sua moglie Angela, Ruggeri vive tra il Rhode Island e il suo paese natale, Cagnano Amiterno. 


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