Accoglienza, numeri in calo in Italia. All’Aquila richiedenti asilo e rifugiati sono lo 0,25% della popolazione

di Alessio Ludovici | 23 Luglio 2022 @ 06:15 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Numero in calo nel sistema dell’accoglienza rispetto ai picchi di diversi anni fa. La conferma nell’ultimo report di “Centri d’Italia”, la piattaforma targata Openpolis con i dati di tutti i centri di accoglienza del paese. All’Aquila i numeri del 2021 non dovrebbero essere dissimili da quelli del 2020: 8 le strutture censite a fine anno per 192 posti disponibili e 178 presenze. 

I dati completi del 2021 vanno ancora lavorati, la piattaforma è stata impegnata in un non facile accesso agli atti presso le istituzioni. Sul 2021 si segnala sicuramente un nuovo aumento degli sbarchi ma con numeri nettamente inferiori a quelli degli anni più discussi in materia. 

Nel report del 2021 si sottolinea inoltre che su 10 richiedenti asilo o rifugiati, 7 persone sono ancora accolte nel sistema straordinario. Nel tempo si è inoltre diradata la presenza nelle piccole strutture di accoglienza diffusa, si è concentrata invece la presenza nei centri più grandi passati mediamente da 98 ad addirittura 110 posti a disposizione.  

In generale, al 2020, i rifugiati e richiedenti asilo in accoglienza rappresentano solo lo 0,13% della popolazione italiana e i comuni interessati da centri di accoglienza sono passati, dal 2018 al 2020, del 38,5% degli oltre 8mila comuni italiani al 25%.

“Disporre di dati certi riguardo un fenomeno sociale – scrive Open Polis – è fondamentale per la pianificazione e la realizzazione di politiche pubbliche a beneficio della collettività. Tuttavia, le istituzioni continuano ad essere reticenti nel rilasciare i dati, rallentando il processo verso una piena e compiuta trasparenza, e quindi una conseguente valutazione dei risultati delle politiche da parte della società civile e, in generale, della popolazione.”

In provincia dell’Aquila la situazione è la seguente. Dal 2018 al 2020 si è passati, sul territorio della provincia, da 34 a 24 strutture, da oltre 1000 posti disponibili a poco più di 500 e da 736 presenze del 2018 a poco più di 400. Una decina i comuni della provincia che ospitano strutture che fanno parte del sistema di accoglienza dello stato. 

All’Aquila città sono 8 le strutture (erano 10 nel 2018) per un totale di posti disponibili passato nel triennio da 348 a 198. Le presenze sono passate da 251 ad appena 162 pari allo 0,25% della popolazione del Comune. 

Le più grandi hanno 50 posti, le più piccole appena 7. Delle otto strutture cittadine quattro sono configurate come Cas e quattro come Sai. I richiedenti asilo vengono infatti accolti prima nei centri di prima accoglienza poi le persone vengono identificate e indirizzate verso i passaggi successivi, Cas e Sai appunto. I Cas dovrebbero essere attivati solo in via straordinaria, a causa della mancanza di posti negli altri centri, ma non è quello che raccontano i numeri. Le strutture del Sai rappresenterebbero, almeno in teoria, il sistema ordinario di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.

Il richiedente asilo è una persona che ha richiesto di essere riconosciuta come rifugiato e che è in attesa del responso. Questi solitamente entrano nel territorio in modo irregolare, e nel momento in cui presentano la richiesta sono regolarmente soggiornanti, e quindi non possono essere definiti clandestini.

Lo status di rifugiato è uno dei pilastri della Convenzione di Ginevra, la più alta forma di tutela del diritto internazionale.


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