D'Alfonso dice sì all'autoblu sotto casa
D’Alfonso dice sì all’autoblu sotto casa

di Maria Cattini – Dopo meno di un anno dal divieto, è stato Luciano D’Alfonso di suo pugno a firmare il decreto per riavere l’autoblu sotto casa sua e dei valorosissimi Assessori della Giunta regionale dell’Abruzzo. Il documento presidenziale che manda in pensione una delle disposizioni più odiose (almeno per i politici) dell’austerity montiana è stato pubblicato nell’ultimo numero ordinario del BURA (n.13/2015). Una disposizione che revoca la delibera firmata  lo scorso giugno da Gianni Chiodi ( del. N. 379/2014 del 19.05.2014) per recepire, con grave ritardo, il decreto legge n.95 del 6 luglio 2012 inerente “disposizioni urgenti di revisione della spesa pubblica senza variare i servizi ai cittadini”. La delibera, approvata da Chiodi solo pochi giorni prima la fine del suo mandato, imponeva l’utilizzo delle autovetture solo per servizio e aboliva il servizio di pick up presso le abitazioni dei componenti della Giunta. Sempre la delibera di Chiodi, a differenza del perentorio decreto di D’Alfonso, permetteva ai politici di dare solo “eccezionalmente” dei passaggi con le auto blu ad altri rappresentanti le istituzioni limitatamente “agli spostamenti dal luogo di arrivo a quello di svolgimento dell’evento istituzionale”.

Il più magnanimo neo presidente D’Alfonso, che era arrivato a promettere in campagna elettorale “di portare in braccio gli abruzzesi”- e che gli frega? mica paga lui…-  ha decretato invece “la facoltà di ospitare” nelle auto blu “dipendenti, accompagnatori” a vario titolo, oltre ai soggetti interessati “alle finalità istituzionali” e non più all’”evento istituzionale”. In questo modo Big Luciano ha ripristinato di fatto anche “il passaggio di cortesia” a gratis con l’autoblu un po’ a chi gli pare. evitando fastidiose eventuali indagini per peculato d’uso, che tanti guai hanno creato ai suoi predecessori. Inoltre, dalla pubblicazione del decreto sul BURA, gli impareggiabili autisti della Regione Abruzzo, potendo andare a prendere e riaccompagnare sotto casa presidente e assessori, potranno tranquillamente arrivare a raddoppiare ore di servizio e stipendi, facendo tornare a lievitare nuovamente le spese dei costi della politica.

Ma bisogna capirli, poverini: andare in giro per tutto l’Abruzzo a tagliare punti nascita, centri di pronto soccorso, reparti di chirurgia e, casomai, darsi pure alla fuga dai cittadini inferociti è molto faticoso e non bisogna mai mettersi alla guida da soli quando si è così stanchi. Pazienza se Monti, con il suo decreto legge del 2012, cercava proprio di scongiurare altri tagli ai servizi cittadini: da domani, infatti, se avete bisogno urgentemente di raggiungere un ospedale dove far partorire i vostri figli, e avvistate l’autoblu di D’Alfonso, chiedere direttamente un passaggio al Presidente dellaRegione non sarà più reato.

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