Abruzzo romantico: San Valentino in Abruzzo Citeriore, il paese degli innamorati e dei “cornuti”

di Fausto D'Addario | 12 Febbraio 2023 @ 05:13 | I LUOGHI DELLO SPIRITO
San valentino
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Il 14 febbraio ricorre la festa di San Valentino, a tutti noto per essere il celebre patrono degli innamorati. Un santo martire: e l’amore non è un martirio? In Abruzzo il santo dell’amore viene festeggiato in particolare in quattro località Gessopalena e Palmoli in provincia di Chieti, Fano Adriano in provincia di Teramo e San Valentino in Abruzzo Citeriore, in provincia di Pescara: il comune italiano con il nome più lungo – capace di mandare in tilt gli sportelli delle Poste – ed è qui si tiene anche la caratteristica processione dei cornuti.

Procediamo con ordine. Innanzitutto quando si parla di San Valentino bisogna capire a quale dei tre ci si sta riferendp, non essendo sempre facilmente identificabili.

Abbiamo un San Valentino, vescovo di Terni, martirizzato a Roma il 14 febbraio 273 d.C. sotto l’imperatore Aureliano, sepolto nel cimitero paleocristiano dell’odierna Terni. Un paio di secoli più tardi nel 496 Papa Gelasio pensò di istituire la festa dedicata a questo martire, con un obiettivo ben preciso: infatti in quei giorni a Roma si celebravano i Lupercalia, riti dedicati al dio della fertilità Fauno Luperco. Si trattava di battezzare la licenziosa festa romana della fecondità e della carnalità con l’immagine dell’amore cristiano. Infatti la leggenda vuole che il vescovo Valentino avesse celebrato il contestato matrimonio tra il pagano Sabino, che aveva chiesto e ottenuto il battesimo e la morente Serapia, giovane donna cristiana.

A Roma però c’è un altro San Valentino, prete e martire, anche lui martirizzato il 14 febbraio del 270. Le sue reliquie vennero portate nella Chiesa di Santa Maria in Cosmedin – la chiesa della Bocca della verità, per intenderci – e qui qui si trovano esposte in una teca, sopra l’altare di una cappellina laterale. Quindi dopo un pellegrinaggio alle ossa del martire degli innamorati – verrebbe da dire, “così ti riducono certi amori” – le coppie possono tentare la prova della verità nel portico della chiesa.

E infine il terzo Valentino, che fu vescovo di Terracina, ricordato insieme al diacono Damiano. I due, avendo lasciato la loro città a causa delle persecuzioni sotto Giuliano l’Apostata, peregrinarono per l’Italia centrale fino a fermarsi nel cuore dell’Abruzzo, lungo la vallata dell’Orta: qui Valentino e Damiano si dedicarono ad un’intensa opera di evangelizzazione dei pagani lì presenti e proprio da costoro furono trascinati e uccisi in un bosco nelle vicinanze, il 9 settembre tra il 360 e 363 d.C.

La storia non finisce qui e riprende quando i corpi dei martiri vennero fortunosamente rinvenuti al tempo dell’invasione longobarda: così diventarono il centro della vita religiosa e dell’identità di quel borgo fortificato, che è oggi San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Se non abbiamo certezza di quale santo venga venerato con esattezza negli altri comuni abruzzesi, per il Valentino d’Abruzzo non ci sono dubbi: abbiamo una fonte illustre a testimone, la cronaca del potente monastero benedettino di San Clemente a Casauria, i cui possedimenti si estendevano proprio in quelle terre.

San Valentino in Abruzzo Citeriore sorge in posizione dominante a 450 m, con la Maiella e il Gran Sasso da un lato e la valle del fiume Pescara dall’altro. Nel punto più alto svetta la mole dello splendido duomo che ospita le spoglie dei santi Valentino e Damiano, che fu realizzato nella seconda metà del Settecento e il cui progetto è attribuito alla scuola di Luigi Vanvitelli, l’architetto della Reggia di Caserta. La facciata è più recente, dei primi decenni del Novecento, ma la sua particolarità è che è dovuta all’opera delle abili mani degli scalpellini sanvalentinesi: ancora oggi arte sentita praticata, dato che dalle cave vicine si estrae quello che chiamano l’oro bianco, cioè il gesso.

Lo slargo dove si apre la vista del duomo di San Valentino richiama le architetture di Piazza di Spagna: in effetti le due scalinate che portano al duomo abruzzese richiamano le gradinate della celebre piazza romana; al posto della Barcaccia, abbiamo la fontana del Sansone, e in cima la cattedrale con due campanili, un po’ come quelli di Trinità dei Monti.

San Valentino in citeriore

E ora veniamo ai nostri cornuti. A San Valentino in Abruzzo Citeriore si tiene la curiosa processione dei cornuti nei giorni dedicati alla festa di San Martino l’11 novembre: un antico rito, che nasce dalla tradizione di lasciare delle candele accese presso le case dei mariti traditi; le corna richiamerebbero inoltre le fiere di animali che si svolgevano in questo periodo. In ogni caso ai giorni nostri il cuore della festa è una sfilata dal sapore goliardico, nel corso della quale gli uomini, indossando cappelli dotati di paia di corna ben in vista, sfilano allegramente tra canti portando per il paese la rappresentazione di un fallo.

Tra santi, ossa, cuori e corna, concludiamo con le bellezze paesaggistiche di queste terre. San Valentino è posto ai piedi del Parco nazionale della Majella e una parte del territorio comunale si trova all’interno della riserva regionale Valle dell’Orta, ricchissima di cascate, grotte, sbalzi e canali, luoghi dove la natura dà spettacolo e chissà, forse può offrire una piacevole e romantica passeggiata agli innamorati che pensano di trascorrere qualche ora in piena tranquillità.

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