Abruzzo. Presentato il piano sociale: la parola chiave è “inclusione”

di Marianna Gianforte | 02 Marzo 2022 @ 13:25 | POLITICA
piano sociale
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L’AQUILA – Un piano sociale che triplica le risorse, passate dai 150 milioni di euro del Psr 2015-2018 ai quasi 473 milioni del Psr 2022-2024, quello che la Regione Abruzzo ha messo a punto per il prossimo triennio e approvato nell’ultima seduta del Consiglio regionale, giovedì 24 febbraio, non senza molte critiche dalle opposizioni, in particolare il Movimento 5 stelle. Il piano, dal titolo “Includere per contrastare le fragilità: protezione, inclusione e opportunità di vita”, è stato presentato questa mattina a palazzo Silone, sede della Giunta regionale all’Aquila, dal presidente Marco Marsilio, dall’assessore alle Politiche sociali Pietro Quaresimale e il dirigente del servizio Programmazione sociale Raimondo Pascale.

Come è stato spiegato in conferenza stampa, il piano sociale 2022-24 è il risultato di un’ampia consultazione, avviata con l’istituzione di una cabina di regia costituita da oltre 70 componenti (rappresentanti delle istituzioni regionali, enti locali e organismi del terzo settore). L’assessore alle Politiche sociali ha ricordato le diverse audizioni tenute dalla V commissione e le decine di incontri, con webinar e focus tematici nei territori e che:

“Sono stati accolti per la sua stesura decine di contributi inviati dal partenariato sociale”.

Le azioni del piano sociale si integrano con quelle del Pnrr e del React Eu, più ulteriori risorse comunitarie per il periodo 2021-27. La strategia d’insieme è coordinata nel programma “Abruzzo prossimo”, attraverso le linee d’indirizzo strategico per lo sviluppo sostenibile e l’integrazione dei fondi 2021-23″. Tra gli interventi più rilevanti, ci sono le misure riguardanti i fondi annuali per i caregiver famigliari (Psr 2022-24), ossia coloro che si prendono cura dei propri cari ammalati o fragili: al sostengo del caregiver famigliare vanno oltre 1,6 milioni; alle azioni regionali di valorizzazione del caregiver vanno 280mila euro; alle azioni di sostegno dei caregiver di minori con malattie rare vanno 620mila euro e alla riprogrammazione delle risorse Fsc per interventi a favore dei caregiver 5 milioni.

Facendo una comparazione della spesa per gli interventi e servizi sociali dei Comuni (singoli e associati) nel periodo 2015-2018 la previsione di spesa media per il periodo 2022-2024, si nota che nel 2015 la spesa pro capite era di 65,8 euro; nel 2016 di 67,1; nel 2017 di 72,4 e nel 2018 di 73,2. La previsione per il periodo successivo coperto dall’attuale piano è, invece, di 92,8 euro pro capite.

 “Il piano sociale ha previsto un lungo confronto con il partenariato, con il terzo settore, con le onlus, con il mondo della fragilità, delle dipendenze, degli ordini professionali e delle categorie”. Così il presidente della Regione ha commentato il programma per il sociale e l’inclusione e contro le povertà. “Un mondo molto vasto che impatta sulle politiche sociali, di inclusione sociale, di lotta all’emarginazione, di lotta per il superamento della povertà, marginalità e dell’isolamento in cui molte persone si trovano a vivere. Quindi – ha aggiunto Marsilio – costruire un piano con tutti gli strumenti per superare questi problemi e di questo rilievo per l’inclusione delle categorie escluse dalla società e dalle opportunità che questa offre) è un lavoro molto intenso, come lo sarà poi realizzarlo nel concreto. Sarà lì che poi misureremo i risultati; intanto, però, siamo orgogliosi di aver investito risorse finalmente adeguate: parliamo del triplo di quelle previste e stanziate in passato, a cui si aggiungono quelle dei piani operativi nazionali ed europei. Il piano è stato approvato in una sola seduta di Consiglio. Un importante passo in avanti, ringrazio l’assessore e il dirigente ma anche tutto il Consiglio regionale. Cade nel momento forse più drammatico della nostra storia. Speriamo che i venti di guerra possano fermarsi al più presto, ma restando realisti questo è il periodo più delicato nella storia mondiale dal secondo dopoguerra. Ci saranno reazioni e conseguenze a migliaia di chilometri in termini di tensioni e di impoverimento che porta sempre con sé una situazione di conflitto e che inevitabilmente pagheranno i più deboli, penso ad esempio ai profughi, alla crescita delle povertà legate alla crisi che arriverà a colpire l’economia e quindi le famiglie, essendo già nel pieno della tempesta post covid-19. Ma queste risorse inserite in piano organico è ciò che serviva. Un programma – ha concluso il presidente della Regione – misurato sui reali bisogni della società abruzzese”.

“Un piano frutto di concertazione oltre 15 incontri con tutte le parti sociali, con i sindacati, con gli ordini professionali, con le associazioni”. Così l’assessore alle Politiche sociali ha descritto il programma per il sociale e l’inclusione e contro le povertà. “Siamo andati nelle varie province ad ascoltare gli ambiti professionali, ossia il front office che ogni giorno parlano con le persone fragili e ci hanno sottoposto le varie criticità, che abbiamo cercato di accogliere interamente. Abbiamo aperto una finestra sull’osservatorio sul sito ‘Abruzzo sociale’ per dare risposte. La dote finanziaria è quasi triplicata. Un programma – ha spiegato Quaresimale – che cerca di creare coesione sociale, cercando di render omogenei i servizi nell’intero territorio regionale, colmando le lacune che aveva il vecchio piano del 2015, con disomogeneità anche tra Comuni limitrofi. Questo lavoro si è dovuto adeguare all’emergenza sanitaria e alle direttive del piano di povertà nazionale. Il piano socale è stato deliberato solo il 21 ottobre, quindi abbiamo fatto una corsa per arrivare ai primi di febbraio per avere piano sociale già operativo. Per quanto riguarda le misure, ci sarà il fondo povertà, il sostegno ai malati oncologici, l’aumento per care giver, per la vita indipendente e per il dopo di noi a livello di servizi e anche di infrastrutture: ho molte richieste di genitori preoccupati per la vita dei loro cari quando non ci saranno più al loro fianco. Abbiamo cercato di dare un impulso a ogni azione epr fronteggiare le criticità. E’ uno strumento in progress, dinamico, può essere adeguato via via che emergeranno le situazioni di criticità. Nel capitolo 3, ad esempio, per la prima volta dopo vent’anni ci sono tutte le misure con i vari capitoli di spesa e l’importo dettagliato, mai fatto prima. Poi c’è la parte del Pnrr, nell’ambito del quale prevediamo incentivi per includere nel lavoro i disabili, affinché possano autodeterminarsi; poi gli asili nido, per i quali prevediamo nuove infrastrutture e cercheremo in futuro di abbassare la retta per andare incontro ai genitori che non possono sostenerla per intero. Penseremo anche al sostegno delle rette dei minori nelle residenzialità: spesso i Comuni non riescono a fronteggiare. Abbiamo cercato di ascoltare tutti. E’ una vera sfida per questa amministrazione e sono sicuro che riusciremo a dare risposte concrete e aiuti veri. la regione è vicina alle fasce deboli”.


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