Abruzzo, nuove borse lavoro per i soggetti con disagio psichiatrico

di Redazione | 27 Luglio 2023 @ 15:01 | UTILI
Abruzzo Giunta regionale
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L’AQUILA – Un percorso chiaro e definito, che mette fine ad anni di incertezze sia per gli utenti, sia per chi era chiamato ad erogare la misura.
Le borse lavoro per i soggetti con disagio psichiatrico (attive in Abruzzo dal 2000) sono state infatti inserite nel bando “Abruzzo Include 2”, pubblicato nello sportello digitale della Regione con scadenza il 2 ottobre prossimo.

Lo comunicano l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e l’assessore alle politiche sociali, Pietro Quaresimale. Sono circa 1440 i progetti individualizzati di accompagnamento al lavoro che potranno essere attivati, finanziati con oltre 15 milioni di euro. Fondi destinati a tirocini extracurriculari, tirocini inclusivi e borse lavoro, al fine di supportare le persone in carico ai Servizi sociali e favorirne l’occupabilità.

“Con l’inserimento delle borse lavoro psichiatriche in questo bando – spiega la Verì – si è finalmente messo ordine anche in questa delicata materia, che da troppo tempo attraversava difficoltà di applicazione a causa delle modifiche normative intervenute negli anni. Una situazione che aveva provocato disagi per coloro che ne avevano beneficiato in passato. La Regione era già intervenuta lo scorso anno per assicurare la continuità dei progetti, nelle more del nuovo regolamento che è stato poi definito dalla Consulta per la Salute mentale, organismo la cui istituzione ho fortemente voluto e che sta dando un grande contributo nell’attività di programmazione sanitaria regionale”.

La Regione ha inviato una nota esplicativa a tutte le Asl, ai Dipartimenti di Salute mentale aziendali e agli Ambiti distrettuali sociali.

“Si tratta – commenta Quaresimale – di un esempio concreto e fattivo di quell’integrazione socio-sanitaria sulla quale l’attuale governo regionale sta lavorando fin dal suo insediamento. Sono convinto che il percorso che abbiamo intrapreso sia quello giusto, perché in una regione come la nostra, con una popolazione sempre più anziana e sempre più colpita da patologie croniche che necessitano di una presa in carico non solo sanitaria, ma anche sociale ad ampio spettro, solo una effettiva ed efficace integrazione tra questi aspetti possa garantire un’adeguata assistenza ai cittadini”.


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