di Maria Cattini – Dopo la sconfitta elettorale, l’ex Presidente del Csm, Giovanni Legnini, vede svanire anche il sogno di conquistare la Presidenza della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale. Nella riunione di oggi a Palazzo dell’Emiciclo, infatti, gli esiti della votazione in commissione hanno premiato Pietro Smargiassi (Presidente – M5S), Antonietta La Porta (Vice-Presidente – Lega Salvini Abruzzo), Emanuele Marcovecchio (Segretario – Lega Salvini Abruzzo). Nella passata legislatura era stata l’allora maggioranza di centro sinistra a negare al M5S la Presidenza della stessa commissione, e di tutte le cariche spettanti per prassi alle opposizioni, portando in soccorso i suoi voti ad altri altri gruppi politici.

Il Pd sembra esserselo già dimenticato e affida, tra gli altri, ad Americo Di Benedetto il comunicato stampa per l’affondo contro il M5S e la Lega, urlando all’inciucio. Ci sarebbe da credergli, se lo stesso Di Benedetto, questa volta nelle vesti di Consigliere d’opposizione al Comune dell’Aquila, solo qualche giorno fa dichiarava di essere disposto a correre in soccorso del sindaco Biondi (Fratelli d’Italia) per uscire dalla crisi e creare una nuova maggioranza trasversale in nome “del bene della città”. Oggi Di Benedetto corre invece in soccorso del suo nuovo referente politico in Consiglio regionale, Legnini appunto, e scrive: “Il Movimento Cinque Stelle, nato e cresciuto nel nome della volontà dei cittadini, dimostra disprezzo per il risultato elettorale con la connivenza del socio romano di Governo. Ora è più chiaro che mai che in Abruzzo non vi è una maggioranza di centrodestra, ma Lega/Cinque Stelle guidati dalla destra, con la sudditanza di Forza Italia e UdC.”
Di Benedetto, e insieme a lui Silvio Paolucci e Sandro Mariani, si dicono inoltre convinti che “i cittadini abruzzesi sicuramente avrebbero largamente apprezzato l’elezione di Giovanni Legnini quale figura di garanzia”. Peccato solo che il M5S rappresenti il gruppo politico di opposizione più numeroso attualmente presente in Consiglio regionale e, invece Legnini, rappresentato solo due consiglieri, non avrebbe mai avuto i voti in commissione per essere eletto, almeno senza l’aiuto dei voti della maggioranza. O quello che Di Benedetto&Co nel loro comunicato stampa definiscono con apprezzabile pudore “una larga convergenza di tutte le componenti consiliari”. Praticamente se Legnini prende i voti trasversali della maggioranza di centrodestra, si chiama “larga convergenza”, se il M5S prende i voti della Lega si chiama “inciucio”. Alla fine, in Commissione è accaduto esattamente l’opposto di quanto auspicato dagli esponenti del Pd. Vuol dire che essere trombati da alleanze trasversali alle volte accade anche a loro. Se ne facciano una larga e convergente ragione.

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