quirinaleIl presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha convocato per martedì 20 gennaio alle ore 15.30 all’Emiciclo, il Consiglio regionale straordinario e urgente in cui si procederà all’elezione dei 3 “grandi elettori”, che parteciperanno – durante la seduta congiunta del Parlamento – all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, così come previsto dall’articolo 83 della Costituzione.

C’è di nuovo maretta tra le opposizioni in Consiglio Regionale per la scelta dei grandi elettori per il Capo dello Stato che spetta alla minoranza. Incalza la polemica tra Forza Italia e M5S, con il centrodestra che per una volta si ricompatta e vota Gatti, mentre la Marcozzi reclama l’elezione in virtù del fatto che i grillini sono il primo partito d’Abruzzo. «L’avvocato Paolo Gatti e’ espressione autorevole del partito regionale», ha sottolineato il presidente Nazario Pagano aggiungendo che Gatti «ha la piena legittimazione a rappresentare il centrodestra abruzzese nelle prossime elezioni del Presidente della Repubblica». Ma i rappresentanti del Movimento 5 Stelle ritengono di avere la priorità dal momento che sono il primo partito d’opposizione.

«Noi siamo una coalizione», sottolinea il capogruppo di Fi, Lorenzo Sospiri, «e come tale possiamo contare su un numero maggiore di seggi poiché rappresentiamo oltre 200.000 abruzzesi – circa il 30% – che qualche mese fa ci hanno chiesto di rappresentarli. A noi spetta quindi esprimere un rappresentante così come la maggioranza eleggerà i propri». «Chiaramente – aggiunge Sospiri – avendo ottenute oltre 50.000 preferenze in più del Movimento 5 stelle, abbiamo più voti in Consiglio ed in virtù di questo abbiamo concordato, insieme agli alleati di Ncd e Abruzzo Futuro, che la nostra preferenza vada all’avvocato Paolo Gatti che non solo ricopre un alto incarico istituzionale in seno al Consiglio regionale, essendo Vice Presidente, ma alle ultime elezioni è risultato per la seconda volta consecutiva il più votato in Abruzzo con oltre 10 mila preferenze».

«Dobbiamo avere la possibilita’ di partecipare all’elezione del Capo dello Stato», commenta la capogruppo dei 5 Stelle, Sara Marcozzi, «essendo la forza maggiormente rappresentativa delle minoranze. Dopo la illegittima esclusione del M5S dall’Ufficio di Presidenza e dalla Presidenza della Commissione di Vigilanza (in entrambe le occasioni la maggioranza di centro sinistra presto’ voti al centrodestra) crediamo di essere in credito di democrazia. Crediamo, inoltre, che gli elettori del Pd sarebbero piu’ contenti di una convergenza dei loro rappresentanti col M5S piuttosto che con FI. Ricordiamo – e’ sempre Sara Marcozzi – le passate elezioni, del Presidente della Repubblica e la manifestazione degli elettori del Pd fuori da Montecitorio che gridavano ‘Rodota’!’, il candidato indicato dal M5S. Poi dopo la scandalosa rielezione di Napolitano furono persino occupate le segreterie di partito da parte degli iscritti al grido di Occupy Pd. Speriamo, per il bene dell’Italia e della nostra Regione, che tutti questi ‘errori’ non siano commessi di nuovo. Crediamo – conclude la consigliera regionale pentastellata – che in questa occasione la maggioranza del presidente D’Alfonso debba ripristinare la democrazia e le garanzie delle minoranze e contribuisca alla nomina di un grande elettore del M5S».

Giuseppe Di Pangrazio a margine della conferenza stampa di venerdì ha ricordato il precedente episodio dell’elezione dell’ufficio di presidenza e ha voluto chiarire che “nella riunione di maggioranza, se ci sarà, proporrò ai consiglieri di votare solo i due candidati che spettano alla maggioranza, cioè Luciano D’Alfonso, come presidente della Giunta e il mio nome come presidente del Consiglio – ha chiarito -. Io darò il mio voto a Luciano, e mi asterrò ovviamente sulla mia elezione che la minoranza contasse solo i propri voti”, ha puntualizzato ricordando gli evidenti ‘favori’ che arrivarono dai banchi della maggioranza ai candidati del centrodestra per essere eletti nell’ufficio di presidenza a scapito dei candidati grillini come accadde nel maggio scorso. “Mentre sono sempre pronto a chiedere alla commissione di attivare le modifiche e le procedure un attimo dopo che il M5S mi dovesse chiedere di volere entrare nell’ufficio di presidenza, per i grandi elettori ognuno si voti i propri nomi: ma – ha puntualizzato – se poi qualche consigliere di maggioranza volesse fare qualche favore a qualche consigliere di opposizione questo non posso saperlo”, ha concluso Di Pangrazio.

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