L’AQUILA – Il Centro Studi per la Biodiversità dell’Associazione PASSIONECAITPR M.G.P.S., organo statutario dedicato alla ricerca e al miglioramento continuo delle attività di conservazione delle risorse genetiche, annuncia la nascita del Polo Internazionale delle Razze da Tiro in Italia: la prima struttura nel panorama zootecnico nazionale interamente dedicata alla conservazione, alla valorizzazione scientifica e alla ricostruzione storica della presenza delle razze equine da tiro e da lavoro nel nostro Paese.
Il Polo ha sede a Barete, nell’Aquilano, nel cuore dell’Appennino centrale, in prossimità del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – territorio dove pratiche millenarie di monticazione e transumanza, Patrimonio Immateriale UNESCO, continuano a plasmare il rapporto tra uomo, animale e paesaggio.
Un progetto strategico per la conservazione della biodiversità zootecnica e il rilancio del cavallo e più in generale delle razze da lavoro
In un contesto nazionale in cui oltre il 30% delle razze zootecniche è a rischio di abbandono o vulnerabile (fonte: ISPRA – https://www.isprambiente.gov.it/), prende forma in area aquilana il Polo internazionale delle razze da tiro e da lavoro.
Il progetto, promosso nell’ambito delle attività di studio e valorizzazione della biodiversità domestica, si configura come una piattaforma tecnico-scientifica dedicata alla conservazione, allo studio e al recupero funzionale delle razze equine da tiro, storicamente centrali nei sistemi agricoli europei.
Secondo la FAO, la perdita di biodiversità animale rappresenta una delle criticità più rilevanti per la sicurezza alimentare globale e la resilienza dei sistemi agricoli (fonte: FAO, The State of the World’s Animal Genetic Resources – https://www.fao.org/animal-genetic-resources/en/). In Italia, il declino delle razze da tiro è strettamente legato ai processi di meccanizzazione agricola avviati nel secondo dopoguerra.
Il Polo nasce con tre obiettivi principali:
– conservazione attiva delle razze da tiro attraverso programmi in situ
– sviluppo di applicazioni contemporanee del cavallo da lavoro (gestione forestale sostenibile, agricoltura a basso impatto, attività educative e turistiche)
– creazione di un centro di riferimento per il dialogo tra ricerca scientifica, comparto allevatoriale e istituzioni
Il progetto si inserisce in una visione europea che riconosce al cavallo da lavoro un ruolo rinnovato nei modelli di sviluppo sostenibile, in particolare nelle aree interne e marginali.
Qualche dato
Il Polo opera all’interno di un ecosistema di collaborazioni accademiche costruito da PASSIONECAITPR nell’arco di oltre vent’anni. In ambito italiano, il Centro collabora con l’Università degli Studi di Teramo – in la Scuola in Fisiopatologia della riproduzione Animale guidata dal Prof. Augusto Carluccio, con cui l’Associazione ha condiviso anche la rappresentanza italiana agli Stati Generali del Mulo in Europa (Francia, 2024) – e con ricercatori dell’Università degli Studi di Bari, ateneo con una consolidata tradizione di studi sulle razze autoctone del Mezzogiorno e sulle dinamiche genetiche delle popolazioni equine mediterranee.
Sul versante iberico, la rete si estende alla Universitat Politècnica de València e alla Universidad de Las Palmas de Gran Canaria, centri di eccellenza nella genetica delle razze locali e nella valorizzazione delle risorse zootecniche del bacino mediterraneo. Nell’Europa orientale, il dialogo scientifico si articola con l’Università di Scienze Agricole e Medicina Veterinaria “Ion Ionescu de la Brad” di Iași (Romania) e la Trakia University di Stara Zagora (Bulgaria), istituzioni che custodiscono un patrimonio di conoscenze sulle razze da lavoro dell’area balcanica e carpatica.
In Francia, la collaborazione con VetAgro Sup di Clermont-Ferrand rafforza il legame con la tradizione del cavallo da tiro dalla quale storicamente discende lo stesso CAITPR attraverso la linea bretone. Il fronte germanico annovera l’Università di Hohenheim (Stoccarda) e la Georg-August-Universität Göttingen, atenei con una tradizione di eccellenza nella genetica delle popolazioni animali e nella ricerca sulle razze a limitata diffusione.
L’orizzonte si allarga verso l’Asia con la Mongolian University of Life Sciences – cuore scientifico di un Paese dove il rapporto tra uomo e cavallo costituisce il fondamento dell’identità nazionale – e la Seoul National University (Corea del Sud), polo d’avanguardia nella genomica applicata alle scienze veterinarie.
La rete europea del cavallo da lavoro: federazioni, associazioni e comunità di pratica
Accanto alla dimensione accademica, il Polo si inserisce in una capillare rete europea di associazioni, federazioni e comunità di pratica. Sul piano istituzionale continentale, PASSIONECAITPR dialoga con la FECTU — Fédération Européenne du Cheval de Trait pour la promotion de son Utilisation e con il Comité Européen du Cheval de Travail.
La mappa delle collaborazioni associative copre l’intero arco del continente: in Austria, la Österreichische Interessensgemeinschaft Pferdekraft (ÖIPK) e Die Ländlichen — Reiter und Fahrer Österreich; in Belgio, Cheval et Forêt; nella Repubblica Ceca, il Centrum slezského norika; in Danimarca, il Dansk Køre Forbund; in Finlandia, la Suomen Työhevosseura; in Francia, Hippotese, Prommata e l’Institut National des Équidés de Travail (INET); in Germania, l’Interessengemeinschaft Zugpferde eV; in Lituania, l’Associazione lituana degli allevatori di cavalli da tiro; in Lussemburgo, il Touristcenter Robbescheier; in Norvegia, Arbeidshesten; in Portogallo, l’APTRAN — Associação Portuguesa de Tracção Animal; nel Regno Unito, la Southern Counties Heavy Horse Association e i British Horse Loggers; in Spagna, l’Associació Catalana de Tracció Animal (ACTA), l’Asociación Nacional de Tracción Animal — ANTA La Esteva e l’Asociación Galega de Tracción Animal — A Molida; in Svezia, Föreningen Sveriges Hästkörare; in Svizzera, IGA Interessengemeinschaft Arbeitspferde e Verein Freunde Schwerer Zugpferde.
Questa trama – che abbraccia diciassette Paesi tra università, federazioni e associazioni di settore – restituisce la misura reale dell’ampiezza del progetto e conferma il ruolo di PASSIONECAITPR come nodo centrale nella rete europea della conservazione del cavallo da tiro e da lavoro.
A questa rete si aggiunge la collaborazione – ormai ventennale – con il Centro di Riabilitazione Equestre di Villa Buon Respiro (Gruppo San Raffaele), punto di riferimento nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali.
Conservare per rilanciare
“Non si tratta di recuperare il passato, ma di costruire una funzione contemporanea per queste razze. Senza funzione, non esiste conservazione”, ci dice la Dott.ssa Annalisa Parisi promotrice dell’iniziativa.
Il Polo internazionale delle razze da tiro e da lavoro rappresenta oggi una delle poche iniziative strutturate in Italia capaci di coniugare tutela genetica, innovazione tecnica e sviluppo territoriale.
C’è un elemento che rende questa progettualità unica in termini di conservazione: affonda le radici in oltre vent’anni di attività continua sul territorio.
A Barete, in provincia dell’Aquila, questa esperienza si è consolidata nel tempo come presidio tecnico, culturale e operativo sulla biodiversità zootecnica. Un lavoro silenzioso, stratificato, verificabile nei risultati e nella continuità.
Più che un dettaglio geografico. È un dato strutturale.
Perché collocare il Polo internazionale delle razze da tiro e da lavoro proprio qui, nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura, significa riconoscere che la cultura non è solo produzione artistica, ma anche relazione tra uomo, ambiente e sistemi produttivi.
In questo senso, il progetto non si limita alla conservazione genetica. Interpreta un’idea più ampia di patrimonio: il “multiverso” della natura, dove biodiversità, paesaggio, pratiche agricole e identità locali convivono e si influenzano reciprocamente.
È qui che il progetto assume un valore che supera la dimensione tecnica.









