Abruzzo, emergenza Ucraina: hub vaccinali saranno i primi punti di accoglienza

di Marianna Gianforte | 08 Marzo 2022 @ 16:58 | ATTUALITA'
tavolo emergenza ucraina
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L’AQUILA – Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha nominato il direttore dell’agenzia della protezione civile regionale, Mauro Casinghini, soggetto attuatore dell’emergenza legata alla guerra in Ucraina e in particolare per la gestione dell’affluenza delle persone in fuga dai territori assediati. La decisione è stata presa in seno alla riunione urgente, che si è tenuta nella tarda mattinata di oggi a partire dalle 12,30 nella sede della sala operativa della protezione civile, all’Aquila e alla quale hanno preso parte, oltre a Marsilio e a Casinghini, anche l’assessora regionale alla Sanità Nicoletta Verì, il presidente dell’Anci Abruzzo Gianguido D’Alberto, i quattro prefetti abruzzesi e i manager delle Asl regionali.

 

 

“L’Abruzzo è chiamato a una nuova grande prova – ha detto Marsilio – e cercheremo di affrontarla e di essere all’altezza come è sempre accaduto in passato. Abbiamo riunito oggi tutte le prefetture, le Asl, l’Anci in rappresentanza dei Comuni e tutti i soggetti istituzionali che hanno voce in capitolo. In qualità di commissario delegato di questa emergenza ho nominato il direttore dell’agenzia della protezione civile Casinghini soggetto attuatore, in stretto coordinamento con le prefetture andrà avanti nella gestione di questa emergenza ora per ora e giorno per giorno”.

“Dalla solidarietà espressa con le parole orasegue quella che si manifesta con i fatti. Ed è quello che vuole fare l’Abruzzodi fronte ad una emergenza simile”. A dirlo è stato il direttore dell’agenzia della protezione civile regionale Casinghini al termine del tavolo sull’emergenza Ucraina, che si è tenuto questa mattina nella sala operativa dell’Aquila. “Una solidarietà che è anche impegno concreto. Il modello di gestione di protezionecivile – ha detto Casinghini – prevede il massimo coordinamento tra tutte lestrutture chiamate ad intervenire in questa emergenza, in particolare con le prefetture,le Asl e i Comuni. Abbiamo definito le priorità ed i primi interventi. Dobbiamo prepararci ora alla gestione di flussi più cospicui di quelli attualmente inarrivo in Abruzzo. Un modello che permetterà di esprimere la solidarietà neiconfronti della popolazione Ucraina in fuga dalla guerra, garantendo sicurezzaed accoglienza già dal momento del loro arrivo da noi. In tal senso, insiemealle autorità locali e di polizia, dovremo individuare i flussi e guidarliverso dei punti strategici, dove verranno presi in consegna sul piano sanitarioe logistico”.

“Oggi si è definito il quadro delle modalità dell’accoglienza dei cittadini e delle cittadine in fuga dalla guerra in Ucraina. I Comuni abruzzesi, sempre in prima linea, hanno chiesto oggi nella riunione del tavolo sull’emergenza Ucraina, di dare informazioni chiare precise, costruire una rete di comunicazione tra tutte le istituzioni che stanno lavorando per mettere in campo la macchina che fronteggia l’emergenza e che ci consenta all’esterno di dare le informazioni puntuali e corrette”. Così ha spiegato il presidente dell’Anci Abruzzo D’Alberto al termine della riunione nella sede della protezione civile regionale all’Aquila. “E’ necessario evitare il disorientamento, l’incertezza, che di fondo esiste al momento – ha aggiunto D’Alberto -, perché non abbiamo contezza dei numeri reali dell’emergenza, e la ricaduta che ci sarà sul territorio. Ma gestire il flusso in modo ordinato anche tenendo conto dell’emergenza sanitaria è fondamentale. I Comuni ci sono ma va assolutamente definito un coordinamento centrale regionale e, a cascata, ogni prefettura dovrà dare delle indicazioni puntuali e i Comuni faranno come sempre il loro lavoro. Ma devo dire che c’è una piena collaborazione istituzionale”. Quanto alla suddivisione eventuale degli arrivi tra Comuni e province, D’Alberto ha precisato che “occorre vedere quali saranno i numeri e la disponibilità di spazi, che al momento si regge sempre sull’esistente: i ‘Cas’ gestiti dalle prefetture (centri per l’accoglienza straordinaria) e il sistema ‘Sai’ (sistema di accoglienza e integrazione) coordinati dai Comuni. Questi sono gli alloggi che al momento abbiamo a disposizione e che non saranno sufficienti, ecco perché la ricerca di ulteriori strutture è fondamentale, anche alberghiere, da mettere a disposizione e fronteggiare un eventuale esodo sovradimensionato. Siamo pronti, ma è fondamentale definire il fabbisogno e il flusso in entrata, questo resta il primo passaggio fondamentale. Ora ci sono già Comuni che hanno ricevuto cittadini in fuga e li stanno ospitando nelle strutture disponibili. Al momento le disponibilità sui Cas sono state sufficienti per accogliere coloro che sono arrivati alla spicciolata”.

 


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