“Io non faccio parte solo di me stesso. Sono parte di una comunità politica e deciderà la comunità politica. Se potessi decidere vorrei mettermi a studiare perché ho un bellissimo patrimonio librario che vorrei riprendere a studiare per capire quello che sta accadendo e perché sta accadendo tutto questo in questa parte d’Europa e in Italia. Per il resto mi sento una risorsa nelle mani della mia comunità politica. Farò quello che mi chiedono”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e senatore, in merito al suo futuro, in vista di eventuali nuove elezioni a margine della conferenza stampa convocata per illustrare il progetto di uno Skate Park da costruire a Pescara

“Personalmente devo dire che l’ultima vicenda riguardante la contestazione e la giuridicizzazione di Rigopiano mi ha fatto molto male perché io ho dedicato tanti anni della mia vita alla cultura della vita, ed essere associato alla cultura della morte mi ha fatto molto male e non vedo l’ora di trovarmi gli interlocutori davanti, coloro i quali devono stabilire chi si è comportato bene e chi no, e sentirete quello che dirò”. Lo ha detto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in merito all’inchiesta riguardante la tragedia di Rigopiano.

“Credo che mi stiamo risolvendo il problema da Roma perché io sono stato in Senato quattro volte, e dalla stampa che ho letto di ieri e di oggi mi dicono che la legislatura sia finita. Non ho fatto neanche a tempo a comunicare le mie intenzioni. Spero che a Roma almeno la seduta di domani si possa tenere. Io sono pronto per oggi e per domani. Se resto presidente fino alla scadenza di mandato? Su questo voglio capire in ordine e con esattezza a quello che accade domani in Senato perché quella di domani sarà una giornata importante in cui dovremo votare la ratifica di un provvedimento importante che riguarda l’Italia e anche Alitalia. Mi auguro per questo che ci sia una condotta responsabile di chi dovrà votare, anche se mi dicono che ci sarà conflitto. So anche che siamo in attesa di una comunicazione nazionale che ci dica quale sarà il giorno di scioglimento delle Camere, per cui tutto questo condiziona anche il mio cammino dal punto di vista istituzionale”, ha detto ancora D’Alfonso

Sulla polemica a distanza fra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella da una parte e Lega e M5S dall’altra, per la nomina dell’ economista Paolo Savona a ministro, ha parlato questa mattina anche il presidente della Regione Abruzzo e Senatore Luciano D’Alfonso: “Io vedo molta irresponsabilità. Vedo la cancellazione di ogni limite. Se si andrà avanti di questo passo prima o poi arriverà l’uomo nero. Quando si rompono le regole, quando si determina la crisi che attacca l’Ordinamento, e la Presidenza della Repubblica è un punto di garanzia per la vita delle nostre istituzioni e per l’Unità Nazionale, io vedo che è partito un gioco alla distruzione anche delle istituzioni che più garantiscono e più tutelano. Io mi auguro che accada qualcosa ad opera anche degli intellettuali e delle figure morali di questo Paese per ripristinare un clima e una condizione di civiltà e di reciproca legittimazione. In America per esempio chi sta in maggioranza e chi all’opposizione non sono nemici. Si può essere distinti e distintivi senza dare luogo alla guerra. Perché invece ogni volta in Italia si deve insediare il clima di guerra? Sono per questo molto preoccupato e spero che si determini di nuovo una condizione di pubblica opinione capace di stabilire chi sbaglia e chi indovina. Personalmente ho molta fiducia nella condotta avuta e che avrà il Presidente della Repubblica e farò l’impossibile, nel mio ruolo, di supportare il valore della condotta del presidente della Repubblica”.

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