Abruzzo, 68milioni per far fronte al buco della sanità. Le Asl dovranno razionalizzare la spesa

di Alessio Ludovici | 24 Maggio 2024 @ 06:00 | POLITICA
Settimana Politica all'emiciclo
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L’AQUILA – Nel corso della seduta urgente di ieri pomeriggio, il Consiglio regionale, nonostante il parere negativo dei revisori e in vista del confronto con il Governo, ha approvato a maggioranza il progetto di legge per “la copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale risultante dal conto economico al quarto trimestre 2023”.

Il provvedimento prevede l’istituzione di un nuovo capitolo sul bilancio 2024 per la somma di euro 68.593.330. La Giunta regionale propone di utilizzare gli incassi 2024 delle imposte regionali IRAP e IRPEF per un valore di 35.644.029 euro; la restante parte della somma deriva da economie generate dall’avanzo di amministrazione del rendiconto 2022 (13.997.124 euro) e da quote ricavate da trasferimenti da vari capitoli del bilancio dedicati alla sanità (18.952.175 euro).

Ma oltre allo stanziamento sono previsti anche piani di razionalizzazione delle risorse disponibili che saranno le Asl a dover predisporre e dovranno quindi trasmettere al Dipartimento Salute della Regione Abruzzo entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge. In caso di mancata approvazione del piano da parte del Dipartimento, la Asl dovrà apportare le modifiche richieste e ripresentarlo entro 30 giorni dalla comunicazione dell’esito negativo dell’istruttoria. I piani dovranno altresì essere trasmessi alle Commissioni I e V del Consiglio regionale, che previa illustrazione dei contenuti e della sostenibilità da parte del Dipartimento Salute, esprimono parere obbligatorio e vincolante, entro i 15 giorni successivi, ai fini dell’approvazione da parte della Giunta.

L’Aula, inoltre, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, condiviso da tutti i Gruppi, che in riferimento all’articolo 2 della legge, recita: “Il Consiglio regionale ritiene che in caso di mancata approvazione di un piano di razionalizzazione di una Asl, questa è tenuta a ripresentarlo entro 15 giorni dalla comunicazione del diniego. In caso di mancata trasmissione delle modifiche, il Dipartimento provvederà a diffidare il Direttore inadempiente affinché proceda entro 10 giorni. Qualora il Direttore generale non provveda, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Salute, potrà disporre la nomina di un Commissario ad acta, sentite le Commissioni I e V del Consiglio regionale”.La discussione sul progetto di legge regionale recante: “Modifiche alle leggi regionali 58/2023, 59/2023, 1/2024, 4/2024, 5/2024, 6/2024, 7/2024 in attuazione del principio di leale collaborazione e ulteriori disposizioni” è stata rinviata alla prossima seduta.

Dalle opposizioni continuano a piovere le critiche, anche alla luce di quanto raccontato in campagna elettorale dalla Giunta Marsilio.

“La volontà, da parte di questo governo regionale, di andare contro il parere negativo dei revisori dei conti in merito al piano di rifinanziamento del disavanzo sanitario, appare tanto azzardata quanto frutto di una totale mancanza di responsabilità sul piano politico”, il commento di Erika Alessandrini e Francesco Taglieri, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, a margine del Consiglio Regionale. “Cercare di coprire questo disavanzo attingendo ai fondi del TFR/TFS dei dipendenti di Regione Abruzzo testimonia, inoltre, la totale assenza di un progetto virtuoso attraverso il quale ripianare il disastro finanziario che il governo Marsilio ha generato. Una prospettiva pericolosa e allarmante sia da un punto di vista tecnico che politico. Preoccupano anche le parole del Consigliere Gatti che hanno lasciato intendere che ci saranno dei tagli lineari alla sanità abruzzese”.

“L’Assessore Verì insiste nel descrivere una sanità perfettamente funzionante ed efficiente al punto da non avere alcun tipo di problema ed essere presa a modello anche da altre regioni. Una narrazione di comodo, faziosa e cieca di fronte alla realtà che gli abruzzesi vivono quotidianamente e che è contraddistinta da disservizi, criticità a tutti i livelli e gravi difficoltà nel vedersi riconosciuto il diritto alle cure. Ci sono 186 milioni di euro di mobilità passiva, perdiamo oltre 40 milioni di euro di mobilità attiva, interi presidi ospedalieri stanno morendo per una serie di azioni scellerate messe in atto da questa amministrazione regionale e la Verì, bocciata alle urne dagli elettori ma promossa dai suoi capi politici, si dimena nell’elogiare le direzioni strategiche aziendali, colpevoli di gran parte di questo disastro. Non solo le applaude ma le ha addirittura riconfermate come premio per il lavoro svolto. Da parte dell’Assessore Verì e dell’Assessore Quaglieri non abbiamo sentito una sola proposta concreta sul come ripianare questa voragine finanziaria da loro stessi creata, ma solo ed esclusivamente un totale scarico di responsabilità, come se ad amministrare, negli ultimi cinque anni, ci fosse stato qualcun altro e non loro”.

“Ciò di cui si parla è un disavanzo strutturale del quale loro erano perfettamente a conoscenza già dal terzo trimestre del 2023 ma che hanno scelto di ignorare per dare priorità alla loro azione politica. Un buco che hanno tentato di giustificare con investimenti finalizzati a potenziare la sanità delle quattro provincie ma che, invece, non ha trovato alcun riscontro nella realtà, essendo i servizi drammaticamente peggiorati sul territorio laddove non direttamente spariti. Ora, nel vano tentativo di arrestare quest’emorragia di bilancio, invece di predisporre un piano strategico per il ripianamento delle casse, provano ad arginarlo ricorrendo a un’azione emergenziale come quella di attingere ai soldi dei dipendenti pubblici: una follia totale. Hanno scelto di ignorare il parere negativo dell’organo tecnico che ha esplicitamente chiarito come questa legge non abbia le gambe per camminare: andare contro questa indicazione è una responsabilità politica e una responsabilità finanziaria che questa maggioranza di centrodestra ha scelto di assumersi”.

“Siamo riusciti a comporre una valida e rapida risposta” spiega invece Massimo Verrecchia, capogruppo di Fdi. Secondo Verrecchia non saranno intaccate le aliquote sui contribuenti né i dipendenti della Regione. “Un provvedimento serio, come sempre ha dimostrato di poter fare questo governo regionale, molto più adeguato rispetto a quanto predisposto da altre Regioni in disavanzo che, invece, qualche collega dell’opposizione vuole portare ad esempio”.


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