Aborto farmacologico, sit-in al San Salvatore. La Asl: servizio riprenderà a settembre

di Alessio Ludovici | 09 Luglio 2024 @ 06:47 | SANITA'
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L’AQUILA – Sit-in dell’associazione FuoriGenere, ieri all’ospedale San Salvatore, per chiedere il ripristino dell’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica.

L’associazione nelle settimane passate aveva chiesto formalmente informazioni sull’interruzione del servizio, attivato al San Salvatore nel 2023. Durante un incontro con il personale è stato assicurato che il servizio riprenderà regolarmente a partire dal 1 settembre 2024. Un’interruzione che la Asl aveva giustificato con la carenza di fondi e personale. La conferma arriva dalla stessa azienda. “Il servizio per praticare l’interruzione volontaria farmacologica della gravidanza – spiega la Asl – sarà riattivato tra la fine di agosto e i primi di settembre prossimi”
La riapertura del servizio per l’interruzione volontaria della gravidanza, tramite assunzione di farmaci, avverrà in seguito a una riorganizzazione del personale che fa capo all’unità operativa di ostetricia e ginecologia.

“Nonostante siamo soddisfatte del risultato ottenuto, ancora ci chiediamo come sia stato possibile interrompere una pratica medica, che tutela un diritto, senza darne comunicazione alcuna” commenta FuoriGenere. “Inoltre, ci chiediamo perché le motivazioni addotte dal primario a distanza di qualche giorno non siano più sufficienti a interrompere il servizio. Pensiamo sia assurdo constatare quanto sia necessario ancora attivarsi, alzare la voce e protestare per vedere tutelato un nostro diritto. Questo dimostra che in un contesto in cui la sanità pubblica è al collasso, i diritti delle donne siano i primi ad essere sotto attacco. Vorremmo occuparci anche della maternità, ma purtroppo ogni volta ci ritroviamo a dover difendere un diritto che dovrebbe essere garantito, che sia dai movimenti politici, che finanziano gli antiabortisti nei consultori o che promuovono pratiche per colpevolizzare le donne o che sia dai ginecologi obiettori di coscienza. Quest’ultimi infatti, a L’Aquila sono ancora il 75%. Siamo consapevoli che si tratta di una piccola conquista ed è per questo che continueremo a monitorare il nostro Territorio, assicurandoci anche che questa promessa venga mantenuta.”.

“E’ provato che l’aborto è tanto più sicuro quanto è precoce: mentre l’aborto farmacologico può essere implementato dalle prime settimane di gravidanza, l’IVG chirurgica viene praticata di norma dopo la settima settimana. Inoltre l’Italia è uno dei pochi Paesi in UE in cui l’aborto chirurgico è praticato più dell’aborto farmacologico obbligando la paziente a sottoporsi a un intervento chirurgico seguendo una logica punitiva.”


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