A24 e A25, ecco il decreto di revoca: tariffe, Anas, personale e messa in sicurezza

di Alessio Ludovici | 08 Luglio 2022 @ 07:17 | POLITICA
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L’AQUILA – Esito nell’aria da tempo e se sarà un punto di svolta positivo è tutto da vedere. Lo scontro con Strada dei Parchi era attorno al Pef, il piano economico finanziario lievitato a oltre 6 miliardi di euro – la gran parte a carico dello stato – per la gestione e la messa in sicurezza e delle due autostrade. Al momento, dopo la revoca della concessione di ieri, quale sarà l’investimento dello Stato senza Strada dei Parchi è tutto da vedere. In ballo, oltre alla gestione delle due arterie e alla messa in sicurezza delle stesse, ci sono gli anche interventi di messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso, la vita dei laboratori, e la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso che rifornisce quasi 800 mila utenze. Tre infrastrutture in condominio e di difficile coesistenza, ne abbiamo parlato in modo approfondito qui. Due commissari governativi, quello per l’acquifero, e quello per le arterie e ora l’Anas, la mega holding dello stato, a cui di fatto il Governo affida poteri semicommissariali, sono questi ora i protagonisti di una vicenda, siamo già stati più volte sull’orlo di una chiusura, che rischia di mettere in ginocchio l’Abruzzo. 

Alla base del decreto del Governo di ieri un procedimento del Ministero delle infrastrutture culminato nel decreto 29 del 14 giugno della Direzione generale per le strade e le autostrade, l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali del ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Alla base della revoca, secondo questo documento acquisito dal decreto del Governo di ieri, ci sarebbero degli inadempimenti del concessionario. Ipotesi rispedita prontamente al mittente da Strada dei Parchi: “Nessun inadempimento – la nota all’Ansa – è un autentico sopruso al quale reagiremo prontamente e duramente chiedendo i danni ai responsabili”. Attorno ai presunti inadempimenti balla l’eventuale legittimità del decreto di ieri e il megarisarcimento a Strada dei Parchi e questo è il primo nodo da sciogliere.

Il decreto 85 del 7 luglio, oltre a determinare la revoca disciplina il passaggio di consegne a Anas e i termini di questa gestione. 

L’ingresso di Anas

“Considerata la straordinaria necessità e urgenza, in ragione dell’intervenuta cessazione per grave inadempi-mento del concessionario della concessione relativa alle autostrade A24 e A25, della classificazione di dette auto- strade quali opere strategiche per le finalità di protezione civile per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 ottobre 2003 e successive modificazioni e della necessità di assicurare la continuità della circola- zione in condizioni di sicurezza, prevedere l’immediato subentro della società ANAS s.p.a. nella gestione delle autostrade A24 e A25”.

I Fondi e le disposizioni urgenti per la gestione

E’ istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili un fondo con una dotazione di 500 milioni di euro, di cui 100 milioni di euro per l’anno 2022, 150 milioni di euro per l’anno 2023 e 250 milioni di euro per l’anno 2024.

L’Anas dovrà occuparsi oltre che delle gestione ordinaria anche della “effettuazione degli interventi di manutenzione ordinaria” e del “completamento degli interventi di cui all’artico- lo 52-quinquies del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96”. Si tratta della legge di bilancio che proprio all’art. 52 prevedeva un primo contributo per la messa in sicurezza di A24 e A25 fino al 2025.

Il personale

Anas, stando al decreto, si avvarrà del personale della società Strada dei Parchi s.p.a., nonché delle società Parchi Global Service s.p.a. e Infraengineering S.r.l., titolare di un contratto di lavoro subordinato alle dipendenze di dette società ed è autorizzata ad assumere, “nella misura necessaria ad assicurare lo svolgimento delle attività”.

Le tariffe

Stando al decreto dovranno essere quelle “vigenti alla data del 31 dicembre 2017 e i relativi proventi sono destinati alla copertura dei costi di gestione, nonché all’effettuazione degli interventi di manutenzione ordinaria.

Il passaggio di consegne

Tutte le società coinvolte, quindi anche la Toto Holding Spa e Strada dei Parchi Spa, dovranno immediatamente mettere a disposizioni di Anas tutta la documentazione sullo stato di funzionalità dell’infrastruttura e tutti i beni materiali, anche immobili, e immateriali necessari per la gestione.  In caso contrario il Decreto prevede la nomina di un commissario ad acta che si sostituisce agli organi di amministrazione delle società e che potrà avvalersi anche della collaborazione dei militari della Guardia di finanza.


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