A24/A25, lavoratori in mobilitazione: “Rispettare i diritti contrattuali”

Ieri affollata assemblea a Valle del Salto, presenti tutte le sigle sindacali: "Il decreto di revoca approvato dal Governo non tutela i posti di lavoro"

di Marianna Gianforte | 13 Luglio 2022 @ 06:17 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – La notizia della sospensione degli effetti del decreto con il quale il Governo ha revocato la concessione autostradale a ‘Strada dei Parchi’ (in scadenza nel 2030) è arrivata ieri nel pieno di un’assemblea partecipatissima delle lavoratrici e dei lavoratori in mobilitazione, che il 7 luglio si sono visti piombare, tra capo e collo, anche la notizia che, da quel momento, cessavano per loro certezze e prospettive lavorative. Il giudice del Tar Lazio Roberto Politi ha disposto che la discussione nel merito del ricorso presentato dai legali di ‘Strada dei Parchi’ (un dispositivo di quasi 100 pagine) avverrà in sede collegiale il 7 settembre 2022.

Dunque, i sindacati avranno due mesi tondi di tempo sino alla riunione di merito in camera di Consiglio del Tar Lazio – durante i quali vige la sospensiva dell’efficacia del provvedimento del Governo – per cercare di spingere affinchè il destino dei lavoratori, qualunque sia l’esito della vicenda, venga preservato. 

L’assemblea dei dipendenti all’interno del centro di manutenzione di ‘Strada dei Parchi’, a Valle del Salto, è durata diverse ore alla presenza di tutti i sindacati aziendali: Cgil, Cisl, Uil, Ugl e anche gli autonomi Sla e Cisal e in previsione dell’audizione, venerdì 15 alle 9,30, al ministero dei Trasporti e della mobilità sostenibile, stabilita proprio per discutere della continuità contratuale nel passaggio ad Anas. Riunione che, alla luce del pronunciamento del Tar, potrebbe probabilmente esser annullata.

“Il commento dei dipendenti e delle dipendenti della società in assemblea ieri, è stato positivo rispetto alla sospensiva del tribunale amministrativo – spiega il segretario provinciale della Flt Cgil Domenico Fontana – ma non ci basta per stare tranquillizzari: i sindacati resteranno vigili nelle prossime settimane, sino a settembre, perché è per noi fondamentale tutelare il posto di lavoro di tutti i 500 lavoratori e, con esso, anche tutti i diritti acquisiti negli anni”. Il decreto del Governo, infatti, non fa alcun riferimento alle garanzie contrattuali delle persone impiegate a vario livello nella società di gestione delle tratte A24 e A25, “se non semplicemente laddove parla di anzianità lavorativa”, aggiunge Fontana. In sostanza, stando a quanto stabilito nel decreto, nel passaggio dal privato al pubblico i contratti dovrebbero essere interrotti e lavoratori e lavoratrici riassunti da Anas.

“Un passaggio assolutamente non indolore – tuona Fontana – in quanto il decreto non governa i processi dei dipendenti che devono passare da una parte all’altra; c’è, al contrario, la palese perdita dei diritti acquisiti negli anni. La giurisprudenza sulla cessione d’azienda, infatti, prevede che si applichi l’articolo 2112 del codice civile che prevede il mantenimento delle prerogative acquisite nella ‘vecchia’ azienda. In questo caso, invece, si parla di dimissioni e riassunzione senza alcuna continuità. Quello del Governo è stato un decreto di una violenza inaudita – insiste il sindacalista – lasciando davvero intendere che ci fosse soltanto una volontà ritorsiva nei confronti della società, la quale nelle settimane scorse aveva avanzato la proposta di rimessione della concessione”.

Il contratto con Anas, spiega Fontana, sarebbe peggiorativo per lavoratrici e lavoratori: non prevede gli stessi livelli economici; non esistono le figure professionali previste invece nel contratto di ‘Strada dei Parchi’, che è un’azienda che gestisce i pedaggi (mentre Anas non lo è). “Per questo restiamo vigili – aggiunge il sindacalista della Cgil – il Tar sospende gli effetti, ma il decreto resta in vita e noi sindacati siamo preoccupati esattamente come prima. Ci auguriamo che questi due mesi di tempo, possano ess utili affinché le due parti trovino un accordo per governare questo passaggio: diciamo no a lasciare i lavoratori in un tritacarne che ha ragioni soltanto politiche”.

Intanto, in attesa anche di capire cosa succederà il 15 luglio, l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici ha dato mandato ai sindacati a mantenere una costante mobilitazione affinché ci sia una risposta a ogni richiesta “perché si sta giocando con 480 famiglie, delle quali una parte consistente della provincia dell’Aquila”, conclude Fontana.


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