A24/A25, lettera dei sindaci a Salvini: “Aprire subito un tavolo”

di Marianna Gianforte | 01 Novembre 2022 @ 06:09 | ATTUALITA'
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CARSOLI – Ancora nessuna risposta dal ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, alla lettera inviata il 26 ottobre da 115 tra sindaci laziali e abruzzesi, presidenti dell’Anci Abruzzo e Lazio e dell’Ali Abruzzo, comunità montane, uniti in un comitato politicamente trasversale per l’abbattimento del caro pedaggi autostradali e per la sicurezza delle autostrade A24 e A25, sino all’estate scorsa gestite dalla società Strada dei Parchi del gruppo Toto. 

Silenzio comprensibile in un momento di fresco insediamento del Governo (proprio ieri le nomine dei viceministri e dei sottosegretari); ma gli oltre cento sindaci delle altrettante comunità laziali e abruzzesi da 4 anni alle prese con la lotta contro il salasso autostradale non intendono mollare la presa nemmeno di poco. La lettera è un promemoria e una sollecitazione allo stesso tempo affinchè il Governo non dimentichi una fetta di popolazione che paga un obolo troppo oneroso per spostarsi verso la Capitale e che, soprattutto, vorrebbe poterlo fare su una infrastruttura sicura. “Non sappiamo nulla del passaggio da Strada dei Parchi ad Anas – tuona la sindaca di Carsoli Velia Nazzarro, a capo della squadra dei sindaci – e i pedaggi, ovviamente, sono rimasti così. Ciò che sappiamo è che l’ultimo intervento governativo è stato il blocco sino a tutto 2023 dell’aumento del pedaggio; il nostro ragionamento è che non essendo più in vigore la convenzione tra Stato e Strada dei Parchi, adesso il Governo possa ridurre i pedaggi senza più remore”. D’altra parte, l’attuale ministro all’Agricoltura Lollobrigida più di una volta intervenendo in Parlamento ha difeso la causa dei sindaci: “Ci aspettiamo coerenza”, dice la sindaca. 

“Provvedimenti per “ridurre i costi dei pedaggi autostradali della A24/A25 con totale esenzione a favore dei residenti nelle regioni Lazio e Abruzzo pendolari  per motivi di lavoro, studio, salute” e “l’immediata  creazione di un tavolo istituzionale “per individuare provvedimenti ed iniziative atti a garantire la sicurezza nei tratti autostradali”. Sono queste alcune delle principali richieste che i sindaci di Abruzzo e Lazio in prima linea da quattro anni contro il caropedaggi e per la sicurezza autostradale delle tratte dell’autostrada a24 e a25, fanno al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. 

LA LETTERA 

“Dal 3 gennaio 2018 i sindaci si trovano impegnati nella battaglia contro il “caro pedaggi” e per la sicurezza della Strada dei Parchi A24/A25 – si legge -. Come ogni anno, ovvero da quando la gestione delle autostrade italiane era passata nelle mani di soggetti privati, il primo gennaio 2018 i pedaggi autostradali avevano subito un rincaro che sfiorava il 13%, facendo salire la Strada dei Parchi sul podio delle autostrade più care d’Italia. Si trattava di un salasso oramai insostenibile per le tasche dei cittadini ed incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo delle zone più interne e periferiche di questa parte dell’Italia centrale già duramente colpita dai tragici eventi sismici”.

 “Un territorio da sempre in lotta contro lo spopolamento dei centri abitati – proseguono i sindaci di Abruzzo e Lazio i cui territorio sono attraversati dalle autostrade a24 e a25 -, l’impoverimento dei redditi delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese. Per questo tanti sindaci ed amministratori di Lazio e Abruzzo, divenuti sempre più numerosi, si sono uniti, promuovendo iniziative, protestando per esprimere tutto il disagio che gli aumenti riversano sulle migliaia di cittadini da essi rappresentati e ai quali vogliono dare voce. Quotidianamente, per lavoro, per mancanza di servizi sanitari, di strutture scolastiche, migliaia di cittadini sono costretti al pendolarismo autostradale non avendo, in molti casi, una valida alternativa su rotaie. Gli interventi degli amministratori hanno voluto  manifestare anche tutto il disagio e l’amarezza conseguenti all’abbandono e allo scarso  interesse dimostrato dalle istituzioni centrali nei confronti di questa problematica. Da quel lontano 3 gennaio 2018 – si legge nella lettera dei sindaci – ne è passato di tempo, la nostra battaglia ha portato di  fatto al blocco delle tariffe al 31 dicembre 2017, ma la problematica ancora non è stata  risolta definitivamente e la sicurezza delle nostre autostrade non è pienamente garantita”.

“A ciò si aggiunga – continuano i sindaci laziali e abruzzesi – che il recente ritorno ad Anas della gestione delle arterie autostradali A24/A25 ha determinato, di fatto, il venir meno di quella convenzione che è sempre stata  additata come la causa degli ingiustificati ed esorbitanti aumenti tariffari. Circostanza quest’ultima che ci spinge, ancora con maggiore forza a chiedere la dovuta e giusta diminuzione delle tariffe. Per i suddetti motivi, i sottoscrittori amministratori tornano a formulare le seguenti  richieste: provvedimenti atti a ridurre i costi dei pedaggi autostradali della A24/A25 con  totale esenzione a favore dei residenti nelle regioni Lazio e Abruzzo pendolari  per motivi di lavoro, studio, salute; immediata creazione di un tavolo istituzionale per individuare provvedimenti ed iniziative atti a garantire la sicurezza nei  suddetti tratti autostradali; aprire un confronto sull’intera questione della mobilità generale nelle due  regioni, Lazio e Abruzzo”.

 


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