A tu per tu con Niccolò Filoni, dall’Aquila alla A1 di basket e con un futuro molto promettente

di Alessio Ludovici | 14 Luglio 2022 @ 06:00 | SPORT
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – I ragazzi sono in giro. Niccolò Filoni è da poco un nuovo giocatore della Bertram Derthona in A1 e in questi giorni è stato in tournée con la nazionale under 23 in Nord America per un torneo organizzato dalla Federazione canadese. Pronti via e l’Italia batte gli Stati Uniti, rappresentati dalla Baylor University.  La corsa poi finisce in semifinale. La corsa di Niccolò invece è appena cominciata. Aquilano, classe 2001, Filoni muove i primi passi nel minibasket e nel settore giovanile del Nuovo Basket Aquilano. Appena quindicenne prosegue quindi la carriera nel settore giovanile dell’Oxygen Bassano, tra i migliori vivai italiani. Nel 2018 l’esordio con la maglia della nazionale 3vs3 Under 18 alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires. Pronti partenza via, arriva una medaglia di bronzo nella gara delle schiacciate.

Nel frattempo arriva anche la chiamata di Rieti dove gioca la sua prima stagione in A2. Poi va a Ferrara, altre due stagioni in A2, infine la chiamata nella massima serie. Prima di Filoni ci sono riusciti due aquilani, Lorenzo Bizzini, figlio del compianto Gianfranco, che giocò a fine anni ’90 a Roseto, e Filippo Antonini che ha giocato per un periodo a Siena con la Montepaschi.

Niccolò sembra avere le potenzialità per andare oltre, di raccogliere e portare il testimone di generazioni di cestisti aquilani ancora più su. Ha già sfiorato i college americani, test superati e tante offerte poi la pandemia ha fatto optare per altre strade, Ferrara appunto. “L’esperienza americana stava andando a gonfie vele” ci racconta Niccolò. “Avevo offerte dai college di Division 1, ma con le situazioni del covid non sono riuscito ad andare. Sono andato quindi a Ferrara, un club di alto livello e professionale, l’ambiente giusto per crescere, avevo minuti e responsabilità”

Il sogno resta, vediamo che succederà in A1. Niccolò ha sempre avuto talento, chi lo conosce ti dice che ‘è forte forte’. Coach Ramondino l’ha presentato così a Tortona: “Cercavamo un giocatore che avesse potenzialità da esplorare e, allo stesso tempo, l’intelligenza e la maturità di capire, accettare e crescere nel ruolo che gli stavamo proponendo. Niccolò risponde a questo identikit. È un giocatore giovane, di 21 anni, che ha diversi anni di esperienza in squadre di ottimo rendimento in A2. Siamo consapevoli che l’impatto con la Serie A può essere duro, ma la sua mentalità e la predisposizione al gioco di squadra saranno qualità importanti per la nostra squadra e per permettere a lui di affermarsi al massimo livello”.

Un talento coltivato in famiglia. “Mi sono avvicinato al basket grazie alla mia famiglia. Mia madre e mio padre sono stati giocatori di basket, mia sorella e mio zio anche. Papà ha provato a portarmi sul rugby ma non ci è riuscito. E poi ci sono Roberto e Paolo Nardecchia che mi hanno spronato sin da subito e ho dei ricordi indelebili grazie a loro”.

Al Palaangeli era già una rockstar, la personalità non gli è mai mancata, ma a 15 anni ha deciso di mettersi alla prova: “Sono andato via a 15 anni, a Bassano del Grappa, che è una tra le società giovanili migliori in Italia. All’inizio non è stato difficile, ero euforico di andare via per giocare a basket, poi con il tempo mi è mancata L’Aquila. Con la città mi è rimasto un rapporto indelebile, siamo legati e ovunque vado porto sempre il nome dell’Aquila nel cuore, è casa. Il Palangeli è il posto a cui sono più legato, e un po’ Piazza d’armi perché li ho mosso i primi passi”.

E casa è dove ti porta il cuore del resto: “Rappresentare la mia città, la mii famiglia, il Nuovo Basket Aquilano, è un onore. Sarà molto difficile la A1, è un passo ulteriore, ci saranno difficoltà tecniche, fisiche e di ambientamento, ma mi conosco e sono già a lavoro”. 

In bocca al lupo Niccolò. “Viva il lupo!”

 

 

 

 


Print Friendly and PDF

TAGS