A San Pietro non è cambiato molto. Si muove Santa Teresa, nulla si sa della chiesa e di palazzo Carli

di Alessio Ludovici | 04 Ottobre 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Approvato il progetto definitivo per i lavori di consolidamento e recupero dell’ex convento di Santa Teresa. La delibera della giunta comunale aquilana, dello scorso 28 settembre, approva l’intervento che ha quadro economico di oltre 10 milioni di euro. L’edificio, su via Roma, poco prima di piazza San Pietro, prima del sisma era sede di enti culturali o associazioni. I fondi sono disponibili addirittura dal 2010, dodici anni per arrivare al progetto esecutivo, e ora chissà quanti ce ne vorranno per il resto.

E’ solo uno dei grandi aggregati pubblici della zona che va ancora recuperato.

Ancora chiusa, infatti, è la chiesa capoquarto di San Pietro, nonostante i ripetuti annunci di un’apertura che si avvicinava, in tanti si chiedono, anche sui social, che fine abbia fatto. 

Ancora più emblematica la situazione di Palazzo Carli, immobile fermo dal 2009, neanche se ne parla più come se fosse normale avere un edificio di tale portata abbandonato a se stesso. Ci sono 30 milioni di euro Cipe per il recupero, la stazione appaltante è il Provveditorato alle Opere Pubbliche. Più di un anno fa ci fu anche la premiazione di un concorso di idee. Uno studio di fattibilità sarebbe dovuto arrivare grazie alla collaborazione tra Provveditorato e Diceaa. Ma le idee – si sa – restano, mentre gli uomini passano. Passano e invecchiano nelle abitazioni di San Pietro e dintorni ormai riabitate, aspettano qualche buona notizia in uno scenario che resta desolante. Palazzo Carli diruto, che nelle migliori intenzioni dovrebbe essere uno dei fulcri della vita sociale cittadina, un po’ come lo era palazzo Camponeschi prima, blocca ogni tentativo di ripresa sociale e commerciale della zona. Le abitazioni antistanti su via Roma, pure terminate da anni, sono per lo più abbandonate e preda di umidità e muffe. La storica piazza San Pietro è parcheggio abusivo a disposizione delle pedonalizzazioni  dell’asse centrale e della sua movida. 

 

 

 


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