Pescocanale, frazione di Capistrello, è un piccolo borgo aggrappato alla montagna, come un balcone silenzioso sulla Valle Roveto. Risalente all’anno Mille, una sola strada lo raggiunge, staccandosi dalla statale, quasi a volerlo proteggere. Qui le case sono poche e la presenza umana discreta, ma l’inizio delle festività natalizie è stato segnato da un evento che ha unito creatività, storia e tradizione in un simbolo luminoso di unione e speranza.
L’associazione Lenatorte APS, realtà di promozione sociale impegnata da anni nel valorizzare il territorio attraverso l’arte e la cultura, ha inaugurato un allestimento natalizio che ha incantato visitatori e residenti: un grande Albero di Natale e un Presepe interamente realizzati all’uncinetto.
Un’opera collettiva, nata dalle mani e dal cuore delle donne del borgo, che ha di trasformato il filato in colori ed emozioni.
Un progetto che intreccia artigianato, comunità e territorio
Sia l’albero che il presepe rappresentano il risultato di un progetto coltivato negli anni con un obiettivo preciso: valorizzare le tradizioni artigianali locali e restituire alla comunità un momento di bellezza condivisa nel periodo più suggestivo dell’anno.
Ogni personaggio, ogni dettaglio della Natività – compresi i gesti della vita quotidiana che raccontano la storia autentica del borgo – è stato realizzato a mano, con dedizione e precisione. Un lavoro lungo mesi, fatto di incontri, idee, risate, ricordi e collaborazione, dove l’uncinetto diventa un filo che cuce insieme fede, memoria e identità.
Inoltre, le creazioni sono state realizzate impiegando materiali di recupero, in un dialogo virtuoso tra tradizione e sostenibilità, uno dei valori che l’associazione porta avanti con determinazione.
Una serata magica illuminata dal calore della comunità
L’inaugurazione dell’8 dicembre, ci racconta Ernesto Liberati, l’anima dell’associazione, è stata una serata “magica”: le luci festive che illuminavano il borgo antico, le opere all’uncinetto, il calore umano che permeava ogni angolo. Pastori, pecorelle e contadini; fuori la taverna, “Mariuccio cò la caglina, Giuvanni té jo fiasco e Rusina fa la pulenna”; sotto la Chiesa, “le commari a la fontana”. Di guardia, all’ingresso del borgo vecchio, Pingaricus, soldato scelto, che ha divertito e sorpreso i presenti.
Ernesto, che ci ha gentilmente concesso le foto, ha definito le opere “davvero incredibili”: una vera testimonianza di creatività popolare e amore per la propria terra. Durante la serata, l’associazione Lenatorte APS ha espresso un sentito ringraziamento a tutte e a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento e all’Amministrazione Comunale per il supporto, rendendo ancora più magico il cuore del borgo.
EmigrArte: quando la street art fa rinascere un paese
Il presepe all’uncinetto non è che uno dei tasselli del più ampio percorso artistico e sociale sviluppato da Lenatorte APS.
Tra i progetti più significativi c’è “EmigrArte – Pescocanale cuore pulsante e valigia di cartone”, un viaggio nella memoria dell’emigrazione attraverso la street art.
Un tema profondamente radicato nella storia della Valle Roveto, raccontato oggi attraverso murales realizzati da artisti nazionali e internazionali, capaci di trasformare facciate di case abbandonate in tele che parlano, insegnano e commuovono.
Ad oggi il borgo ospita 19 murales, un vero museo a cielo aperto che dialoga con il visitatore e riporta alla luce storie spesso dimenticate. Uno in particolare, quello con Papa Francesco, a ricordo di un Papa tanto amato che sapeva arrivare al cuore della gente. Un modo moderno, accessibile e potente per ricordare le radici e riconsegnare valore a un passato che non deve essere dimenticato.
Pescocanale, un borgo antico che rinasce grazie all’arte
Pescocanale oggi è quasi totalmente disabitato, ma negli ultimi due anni sta vivendo una trasformazione straordinaria proprio grazie a progetti artistici e culturali come EmigrArte e come l’allestimento natalizio all’uncinetto.
La street art, l’artigianato, il recupero creativo e l’impegno della comunità stanno accendendo un faro su un luogo che ha molto da raccontare. Un borgo che, proprio attraverso l’arte, torna a essere centro di interesse turistico, di attività sportive, di cultura viva.
Perché i Musei a cielo aperto, ci ha ricordato Ernesto, soprattutto nelle aree demograficamente fragili, rappresentano una straordinaria opportunità di rinascita: illuminano dove spesso non arriva altro tipo di luce – mediatica, culturale o istituzionale – e restituiscono dignità e speranza a territori ricchi di storie.








