Giovedì prossimo è stato convocato il Consiglio comunale dell’Aquila, un consiglio comunale importante visto che si devono esaminare temi “caldi”. All’ordine del giorno le proposte di delibera riguardanti i regolamenti per coloro che hanno intenzione di realizzare una casetta in legno su terreni privati, il nuovo insediamento per le attività produttive, e un ordine del giorno di Enzo Lombardi e Angelo Orsini sul centro storico.
Chiaramente suscita un certo stupore il luogo della convocazione di quest’assise pubblica: i laboratori di Fisica dell’Infn del Gran Sasso. Ma come… ad Assergi? così lontano?
Interpellato Carlo Benedetti, il Presidente, ci spiega che è l’unica struttura agibile. La Sala Conferenze della Carispaq a Strinella 88 potrebbe creare problemi di sicurezza, all’ANCE non si può sempre…e allora andiamo ad Assergi, lontano dalle tendopoli, lontano dagli assembramenti, lontano dai Comitati, lontano dalla gente ma, soprattutto, dalle critiche e dalle lamentele.
Beh sì, cari politici, questo pensano gli aquilani di un Consiglio Comunale che invece di riunirsi insieme ai propri cittadini se ne va in “conclave” per fare scelte che disegneranno il nostro futuro e che stanno infiammando gli animi. Non si poteva predisporre una tenda aperta alla cittadinanza o addirittura convocarlo all’aperto, viste le temperature di questi giorni?
L’esigenza di partecipare alle decisioni di un consiglio comunale espressione di quella cittadinanza che l’ha votato non è un capriccio. E allora, perché tanta distanza tra il territorio e i suoi amministratori? Dove sta la tanta invocata trasparenza e condivisione delle scelte, per non parlare della partecipazione democratica della popolazione?
Francamente qualche dubbio si pone sull’opportunità di questa scelta che non può essere solo logistica. Non vorremmo essere protagonisti della serie “a pensar male si fa peccato…” e per evitare che ci possano essere strumentalizzazioni e qualche “mal di pancia”, facciamo una duplice proposta al Presidente Benedetti: primo, mettere le telecamere come per il consiglio regionale e permettere anche nelle tendopoli di essere vicini alle scelte politiche dei nostri amministratori (è stato fatto anche per la visita del Papa, giusto?) e, secondo, predisporre un servizio navetta gratuito dell’Ama che accompagni i cittadini che vogliono prendere parte al consiglio comunale fino ad Assergi.
Non sembrano richieste impossibili e con un po’ di buona volontà e lungimiranza politica “si può fare…”

di Maria Cattini

[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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