A Papa Francesco il ‘premio del Perdono’: “Perdonare è riconciliarsi”

di Marianna Gianforte | 24 Agosto 2022 @ 15:56 | PERDONANZA
premio del perdono
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L’AQUILA – “Il perdono non è far finta che nulla sia accaduto, per questo occorre impegnarsi, agire, esporsi e rischiare anche nelle scelte più complesse. Il perdono, come ci ha ricordatro l’arcivescovo Giuseppe Molinari, è l’elaborazione del torto subito, un superamento di un torto tra gli uomini e tra i popoli, e oggi, con la situazione internazionale che stiamo vivendo è un concetto quanto mai vivo”. Con queste parole il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato Perdonanza Pierluigi Biondi questa mattina ha descritto l’iniziativa del ‘premio del Perdono’, prima edizione proprio in questo anno particolare per L’Aquila che si prepara alla visita pastorale del Papa, domenica 28 agosto. E andrà proprio al Santo Padre il premio, frutto del lavoro di un artigiano aquilano, l’orafo Paolo Mazzeschi.

“Sua Santità ha accettato e glielo consegneremo in una udienza privata già concordata”, anticipa il sindaco, probabilmente il 7 settembre in Vaticano

Alla presentazione del premio c’erano anche il vescovo ausiliare dell’Aquila Antonio D’Angelo, lo scultore orafo Paolo Mazzeschi e la vicepresidente del comitato Perdonanza Fabrizia Aquilio

“La municipalità ha stabilito di conferire il primo premio del Perdono a Papa Francesco come riconoscimento alla sua instancabile attività pastorale ispirata alla riconciliazione – ha aggiunto Biondi -. L’idea del premio nasce dall’importanza di valorizzare il messaggio celestiniano ed è dedicato a coloro che si sono distinti quotidianamente nel favorire il dialogo tra i popoli, la pace e la riconciliazione. Papa Francesco, che con la sua presenza straordinaria sarà domenica all’Aquila per l’apertura della Porta Santa, ci ricorda che tutti possono collaborare a edificare un mondo più pacifico: a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella società e con l’ambiente, fino ai rapporti fra i popoli e fra gli Stati. Parole, come sempre, di grande ispirazione che hanno assunto maggiore forza al cospetto della devastazione in atto in Ucraina. Da qui la decisone della municipalità di conferire il premio al sommo Pontefice che, proprio nei giorni scorsi, attraverso la prefettura della Casa Pontificia, ci ha dato disponibilità”, spiega il primo cittadino. L’udienza, con la partecipazione dell’arcivescovo metropolita dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi, potrebbe tenersi appunti nella prima settimana di settembre. 

premio del perdono

L’OPERA. Il premio del Perdono è un’opera artigiana, realizzata dallo scultore orafo dell’Aquila Paolo Mazzeschi. Gli elementi identitari del progetto artistico fanno riferimento alla storia antica e moderna dell’Aquila e alla Perdonanza celestiniana. L’opera, realizzata in plexiglass e in titanio, presenta in primo piano il Fiore della Memoria (il fiore dello zafferano o crocus), introdotto quest’anno dall’amministrazione comunale in occasione della ricorrenza del 6 aprile, quale simbolo del dolore e della speranza della città che rinasce, sormontato da tre archi che rappresentano la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio. Alla base del manufatto c’è la scritta: ‘La municipalità dell’Aquila a Papa Francesco Premio del Perdono 2022”, oltre alla raffigurazione di tre elementi geometrici – il quadrato, il rombo e il cerchio – che riprendono gli elementi che compongono la facciata bicroma della basilica aquilana e stanno a rappresentare i fedeli che ogni anno ottengono l’indulgenza plenaria attraversando la Porta Santa.
COS’ È IL PREMIO DEL PERDONO. Il lascito morale di Celestino V e la devastazione della guerra nel cuore dell’Europa, hanno dato concretezza all’idea del sindaco di istituire un premio dedicato al dialogo tra i popoli, al perdono, alla Pace. Così è nato il Premio del Perdono, nell’ambito degli eventi della Perdonanza celestiniana da assegnare a uomini e donne che si impegnano quotidianamente nella difesa dei più deboli, nel dialogo tra culture diverse, nelle azioni umanitarie, nella difesa dei diritti egualitari, nell’affermazione della pace e del progresso dei popoli.
LA RIFLESSIONE ALLA BASE DEL PREMIO La Perdonanza celestiniana è considerata la prima indulgenza plenaria, che anticipa di 6 anni il giubileo della Chiesa istituito da Bonifacio VIII. L’indulgenza plenaria – che si ispira alla filosofia del perdono alla base della religione cattolica – è la remissione della pena temporale dovuta per i peccati già confessati e perdonati sacramentalmente. La parola perdono è composta dalla particella intensiva “per” e “dono”. Chi non sa perdonare – sottolinea Papa Francesco – non ha ancora conosciuto la pienezza dell’amore”. Donare e donarsi, non sono altro che azione e sentimento per la costruzione della Pace, attraverso il perdono e la fratellanza. Quella fratellanza che noi aquilani abbiamo vissuto in prima persona all’indomani del sisma con i tanti volontari che hanno donato il loro tempo, la loro capacità organizzativa e la loro sensibilità nel condividere la nostra sofferenza e quello smarrimento che ci rendeva fragili. La presenza dei volontari e dello Stato hanno fatto percepire agli aquilani che non erano soli e che potevano sperare in una possibile rinascita. Papa Francesco ci ricorda che tutti possono collaborare a edificare un mondo più pacifico: a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella società e con l’ambiente, fino ai rapporti fra i popoli e fra gli Stati. Parole, come sempre, di grande ispirazione che hanno assunto maggiore forza al cospetto della devastazione in atto in Ucraina. E a chi, se non a Papa Francesco la municipalità poteva conferire il premio del Perdono, quale riconoscimento alla sua instancabile attività pastorale ispirata alla riconciliazione? Per Papa Francesco, il perdono è un diritto umano, è ciò a cui anela il cuore di ogni uomo, perché essere perdonati significa essere amati per quello che siamo.
L’EMBLEMA DEL PREMIO DEL PERDONO. Il Fiore della Memoria (il fiore dello zafferano o crocus) – introdotto nel 2022 dall’Amministrazione comunale in occasione della ricorrenza del 6 aprile, quale simbolo del dolore e della speranza della città che rinasce – e accolto con grande partecipazione dalla cittadinanza tutta e dalle più alte cariche del governo e dello stato, diventa anche il simbolo internazionale della pace e del progresso dei popoli, quale emblema del Premio del Perdono, nell’ambito della Perdonanza celestiniana. Perché la scelta del sindaco di fare del Fiore della memoria la parte per il tutto di un premio, il remio del Perdono, dedicato ad una pace che è impossibile senza perdono? Gli aquilani, dopo il 6 aprile 2009 si sono dovuti riconciliare con la natura che si è manifestata con un evento sismico che ha causato vittime e devastazione, lasciandoli ostaggio di un sentimento dolente difficile da rimarginare. Si sono dovuti riconciliare con l’esistenza, con le proprie case, con la città, con la speranza di rinascita, grazie anche alla forza che un grande dolore, quello delle vittime, può imprimere alla vita che va comunque vissuta. Il progetto grafico del premio è di Francesco Narducci, da un’idea creativa di Rita Centofanti, mentre la realizzazione del manufatto è dell’orafo Paolo Mazzeschi.  

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